domenica 28 marzo 2010

Difficile resistere al consumismo!

Per molti anni ho resistito ai cellulari. Per qualche anno, non l'ho voluto comprare. Poi, l'ho preso ma più delle volte lo dimenticavo a casa o quando era scarico, non lo ricaricavo per dei giorni. Mentre guardavo tutti gli altri intorno a me, tutti presi dai loro cellulari, sentivo un senso di superiorità per il mio vecchio Nokia, comprato durante qualche svendita per 39 Euro.

Comunque, alla fine ero arrivato ad avere due cellulari, uno per il lavoro e l'altro personale. Così invece di dimenticare un telefono a casa, cercavo di dimenticarli tutti e due. In ogni caso, quasi nessuno sapeva il numero del mio cellulare personale (ne anche io me lo ricordo). Dall'altra parte, quelli che conoscevano il numero del mio cellulare di lavoro, avevano imparato da tempo che più delle volte non riuscivano a trovarmi con quello.

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Invece alla fine ho ceduto al fascino dei cellulari. Ero in Vietnam, tornavamo alla città di Hue da una visita nei villaggi, quando il medico che ci accompagnava, ha tirato fuori il suo cellulare e me l'ha mostrato. Aveva due carte sim, email, mms, mp3, registratore, fotocamera, ecc. e in più si potevano vedere tutti i canali di TV vietnamita. "Vorrei anch'io un cellulare con due carte sim, così non dovrò girare con due cellulari, ma chissà quanto costerà una cosa così", ho sentito una piccola scintilla di invidia dentro di me.

Si è messo a ridere lui. "E' un cellulare cinese, costa poco."

"Quanto poco?"

Infatti restai sorpreso quando lui mi ha detto che costava intorno a 50 Euro. Tornati a Hanoi, sono andato in un grande negozio di telefoni in un moderno centro commerciale. La varietà di telefoni cellulari "made in china"  era sbalorditiva. Alla fine ho scelto il modello V320 di K Touch e l'ho pagato, meno di 50 Euro. Ha tutte le cose che aveva il cellulare del medico di Hue.

Tornato in Italia, ho inserite le mie due sim card, funzionano benissimo. Va bene anche come piccolo TV portatile con i diversi canali analogici. Mi sento come un neo papà orgoglioso del suo pargoletto. L'ho già fatto vedere a tutti gli amici, i quali mi raccomandano di portare uno uguale anche per loro, la prossima volta che tornerò da quelle parti.

Fra qualche mese, sono sicuro che passerà questo amore per il nuovo cellulare e tornerò a dimenticarlo a casa, come succedeva spesso in passato. Ma se io fosse Nokia, Samsung o Motorola, comincerei a preoccuparmi seriamente. Sarà difficile competere con questo tipo di prodotti cinesi!

lunedì 22 marzo 2010

Un nuovo racconto

Il mio nuovo racconto, “Mammolo e la Regina dei Cuori Sanguinanti” scritto durante il corso di scrittura creativa che avevo frequentato recentemente, è disponibile sul sito web dell’Associazione Eks&Tra.

Il racconto ha due protagonisti principali, entrambi ultra sessantenni, Puran un cuoco di origine indiana e Fernanda una ex-impiegata di una libreria. E’ da tempo che Puran e Fernanda mi giravano nella testa come parte di una storia complicata di ricordi, dolori e segreti, che un giorno spero di scrivere (tutti i libri che vorrei scrivere, hanno queste caratteristiche – storie complicate segnate da tragedie, ricordi, dolori e segreti).

In questo senso, avevo in mente già due “persone” con i loro modi particolari e specifici di essere persone. Mi succede spesso che nella mia testa i personaggi dei libri e dei racconti che vorrei scrivere diventano come persone vere, con le quali continuo a parlare nella mia testa, a scoprire nuove storie e fatti della loro vita. Delle volte, anche quando ho finito di scrivere, a distanza di mesi quei personaggi continuano a tornarci nella mia testa a parlarmi, sono come amici o parenti.

Al corso di scrittura creativa, si parlava spesso di emigrati, ma quasi sempre collegato a parole con connotazioni negative come problemi, dolori, ferite, offese, povertà, esclusione, ecc. Per questo motivo, quando ho iniziato a pensare al racconto che avrei voluto scrivere, ho deciso che vorrei un racconto ottimista, una storia di speranza e d’amore. Poi ho pensato a Puran e Fernanda, e ho deciso di prendere in prestito i due personaggi, cambiarli un po’ e creare una nuova storia per loro. Penso che gli esercizi di immaginazione che avevamo seguito durante il corso mi hanno spinto verso questo tipo di sperimentazione.

All'inizio non era facile. Il racconto che volevo scrivere non era adatto alle personalità di Puran e Fernanda, i quali, nella mia fantasia, erano delle persone completamente diverse che non si comportavano come voleva il racconto. Così mentre scrivevo, non mi sentivo giusto verso loro, mi sembrava di manipolarli. Questa sensazione di disagio era particolarmente forte durante la prima scrittura. Ora che il racconto è fatto (è stato riscritto 4 volte, e la versione finale è risultato anche di diversi suggerimenti di Daniele Barbieri) penso che questi Puran e Fernanda, sono due persone molto diverse da quelli altri Puran e Fernanda che avevo in testa all’inizio.

Non so se tutta questa riflessione vi è comprensibile. Forse non è ne anche importante? Invece, se leggerete il mio racconto, mi piacerebbe sentire i vostri commenti.

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