venerdì 21 agosto 2009

Un padre per mio figlio (Kuch na kaho, India, 2003)

Avevo sbagliato. Avevo scritto che il titolo indiano del film di domani sabato 22 agosto sera, “Un padre per mio figlio” era “Dil ka rishta”, invece si tratta di un’altro film, “Kuch na kaho” (letteralmente significa, “Non dire niente”). Sapevo solo che c’era Aishwarya Rai nel film e dal nome italiano avevo cercato di indovinare.

Nel 2003, “Un padre per mio figlio” era primo film insieme della coppia Aishwarya Rai e Abhishekh Bacchan. Era il primo film del regista Rohan Sippy, amico d’infanzia di Abhishekh e figlio del regista Ramesh Sippy. Nel 1975 Ramesh Sippy aveva girato un film “Sholay” (Fiamme) con gli attori Amitabh Bacchan e Jaya Bhaduri, i genitori di Abhishekh. Amitabh e Jaya sono considerate due icone del cinema di Bollywood. Da allora Rohan e Abhishekh erano amici.

In quell’epoca Aishwarya aveva una storia sentimentale con l’attore Salman Khan, mentre Abhishekh pensava di sposare Karishma Kapoor, la sorella maggiore di Kareena. Nessuna delle due storie andò a buon fine. Nel 2007, Aish e Abhi si sono ritrovati per girare un altro film, “Guru” e dopo quel film si sposarono.

Il film è la storia di Raj (Abhishekh), un ragazzo di origine indiana che vive in America, in una vista in India. Durante un matrimonio lui conosce Namrata (Aishwarya). Poi scopre che Aishwarya è già sposata e ha un figlio, ma il suo marito Sanjeev (Arbaaz Khan) l’ha lasciata da diversi anni e forse si è messo con un’altra donna. A tutti gli effetti, Namrata può essere considerata singola. Quando Namrata si accorge del buon rapporto tra il suo figlio e Raj, poco alla volta nasce l’amore tra i due. In quel momento, all’improviso, Sanjeev torna a casa e pretende di avere il ruolo del marito.

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La conclusione del ciclo Amori Con ... Turbanti 2009

Era bello ogni settimana sentirsi un po’ tristi perché “oramai il ciclo Amori Con ... Turbanti” è finito e poi scoprire invece che la festa continuava. Invece sembra che questa volta siamo proprio a capolinea con “Un padre per mio figlio”. Dal sabato 29 agosto, riprenderà la normale programmazione delle reti RAI. Immagino che le persone che hanno curato questa serie presso la RAI siano giustamente soddisfatte, forse non si aspettavano questo successo di pubblico.

Ma un giorno questi film potranno uscire anche al cinema? Penso che vi sono delle possibilità nuove che ciò sarà possibile, magari per un numero limitato dei film.

Sono le diaspore, gli emigrati sparsi in altri paesi che trascinano i film dei propri paesi all’estero. Già da diversi anni, i film indiani escono in pochi cinema nei paesi come Olanda, Francia, Svizzera e Germania. Qualche volta sono proiettati soltanto durante la fine settimana, e sono indirizzati sopratutto alle persone dei paesi sud asiatici – India, Bangladesh, Sri Lanka, Pakistan, Nepal.

I film di Bollywood hanno una distribuzione migliore nei paesi come la Gran Bretagna perché lì il numero di emigrati sud asiatici è molto più alto, per cui, è possibile vederli anche nelle multisale moderne e nei centri città. Negli ultimi 3-4 anni, alcuni film di Bollywood hanno voluto le antiprime mondiali proprio a Londra nei cinema di Leicester square.

In Italia ciò non è possibile perché gli emigrati sud asiatici sono piccola percentuale, al massimo in qualche città si può pensare a proiezioni di film durante i fine settimana. Ma in fondo, la questione fondamentale è quella economica – si può guadagnare con i film indiani? Sembra che alcuni grandi distributori di film a livello mondiale – Sony, Fox, ecc. pensano che ciò è possibile.

“Sawariyaa”, il film di Sanjay Leela Bhansali uscito nel 2007 è arrivato in Italia proprio perché era una coproduzione di Sony. Nel 2008, Warner ha co-prodotto Chandni Chowk to China, un colossal indo-cinese che non ha trovato consenso pubblico, per cui non ha trovato la distribuzione mondiale, ma forse arriverà anche in Italia in DVD.

Anche la Fox ha fatto un accordo con il regista e produttore Karan Johar per la distribuzione del suo nuovo film, “My name is Khan” (il mio nome è Khan), con le due stelle di Bollywood, Shahrukh Khan e Kajol. Il film parla del sospetto degli americani verso i musulmani dopo i fatti dell’11 settembre 2001. Settimana scorsa, Shahrukh Khan è stato fermato all’aeroporto di New York dalla polizia, insospettita per il suo nome musulmano, ed è stato tenuto chiuso per 2 ore. La notizia ha creato un’onda di indignazione tra i milioni di fans di Shahrukh Khan in India, ma l’episodio ha servito come pubblicità al suo film.

Alcuni anni fa con i film di Zhang Zimou (Addio mia concubina, Lanterne rosse) e di Ang Lee, anche il cinema cinese è arrivato sulla scena mondiale. Ciò non significa che potremmo vedere tutti i film cinesi che vogliamo – soltanto alcuni film importanti arrivano in Italia. Lo stesso potrebbe succedere con il cinema indiano.

domenica 16 agosto 2009

“La paura nel cuore” e “Un Padre per mio figlio”

Pensavo che “La Paura nel cuore” forse l’ultimo film del ciclo “Amori Con... turbanti” invece sembra che il ciclo continuerà per il momento, forse perché questi film hanno avuto il successo dell’audience. Il film del prossimo sabato, 22 agosto è “Un padre per mio figlio” (Titolo originale, “Dil Ka Rishta”, India 2003).

Prima di parlare di “Un padre per mio figlio”, vorrei spiegare un po’ il contesto culturale del film di ieri, “La paura nel cuore”. Il film è ambientato in due luoghi principali – la città di Nuova Delhi e una valle vicina a Udhumpur in Kashmir. Mentre la parte relativa a Delhi è stato girato a Delhi, la parte relativa al Kashmir, sopratutto la parte conclusiva con tutto il paesaggio coperto di neve è stato girato in qualche paese dell’est Europa, perché le condizioni di sicurezza in Kashmir non permettevano di girare il film.

La città di Delhi del film di ieri, non era la città dove vive la gente, ma era sopratutto la città dei grandi monumenti del sud di Delhi, la città dei turisti, con i monumenti delle dinastie Khilji e Mughal. Recentemente, alcuni film sono stati ambientati nella Delhi vera, quella dove vivono le persone normali. Tra questi i film più belli sono - Rang de Basanti (Colorami d'arancione), Khosla Ka Ghosla (Il nido dei Khosla) e Oye Lucky, Lucky Oye (Un richiamo per Lucky). Invece nel film di ieri, le scene che dovevano rappresentare la vita nella città, mancavano di ambientazione reale.

La prima parte del film con lo scambio continuo di poesie era basato sulla cultura “shero-shayiri” nata negli anni della dinastia Mughal. I “sher” sono breve poesie in lingua urdu, un po’ simili agli Haiku giapponesi, nel senso che sono governate da alcune regole fisse. Immagino che la traduzione di queste poesie, sicuramente avvenuto dalla traduzione in inglese delle poesie originali, non deve essere stato facile. Anche se le poesie recitate nel film, almeno per me, non avevano la bellezza dei “sher” originali, erano comunque belle, ma forse non molto comprensibile. Se volete conoscere di più su sulle regole che governano i “sher” per cimentarvi in qualche sher in italiano, vi consiglio un mio post su questo blog di qualche tempo fa – le poesie indiane.

Sono contento che nel film di ieri sera, la RAI aveva deciso di lasciare qualche spezzone di alcune canzoni. Mentre ogni film di Bollywood dovrebbe avere della musica originale, qualche volta i registi decidono di usare parti di una vecchia e famosa canzone, sopratutto quando vogliono sottolineare le emozioni. Gli spettatori indiani che conoscono queste vecchie canzoni a memoria, possono subito intuire i collegamenti la scena attuale con le scene dei film già conosciuti. Così in “Vogliamo essere amici”, il protagonista Raj (Hrithik Roshan) ascoltava e cantava “Pyar hua iqrar hua, to pyar se phir kyon darta hai dil” (Se mi sono innamorato, se l’ho accettato, allora perché ho la paura dell’amore) da un film degli anni cinquanta (Shri 420). Anche in “La paura nel cuore” vi era una vecchia canzone in sottofondo quando Zooni (Kajol) vuole passare la notte con Rehan, ma lui vorrebbe tirarsi in dietro. La canzone era:

Lag ja gale, ke phir ye hasin raat ho na ho
Shayad phir iss janam mein, mulakat ho na ho


Abbracciami, una notte bella così potrebbe non tornare mai più
Può darsi che in questa vita, non incontreremo mai più

Questa canzone è stata definita “la canzone più romantica di Bollywood”, è dal film “Woh kaun thi?” (Chi era lei?) del 1964. Ovviamente classifiche come queste, sono molto soggettive. Se volete sentire questa canzone, potete guardare il video di Youtube, i protagonisti sono Manoj Kumar e Sadhana. Alla fine del video, si ha anche la possibilità di guardare qualche altra canzone di questa classifica delle "canzoni più romantiche" di Bollywood.

Il film di ieri era doppiato bene e nell'insieme i tagli erano stati fatti con cura, per cui il film aveva un ritmo giusto. L'unico punto debole era la mancanza di sottotitoli durante le canzoni. Dato che capisco le parole delle canzoni, mi sembra che aiutano ad aumentare le emozioni della scena, e penso che sarebbe opportuno che siano sottotitolate ma forse la musica ha un linguaggio universale e non sapere il senso delle parole delle canzoni non influisce troppo negativamente?
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Il prossimo film “Un padre per mio figlio” (Titolo originale “Dil Ka Rishta”, India, 2003) è la storia di Tia (Aishwarya Rai) e Jai (Arjun Rampal). Jai è innamorato di Tia, ma poi scopre che Tia è già fidanzata con Raj (Priyanshu Chaterjee). Tia si sposa con Raj e hanno un figlio. Anni passano. In un incidente stradale con la macchina di Jai, Raj muore e Tia resta gravemente ferita e perde la memoria. Jai vorrebbe farsi perdonare per aver causato la morte del suo marito. Insomma, un normale film masala di Bollywood con gli amori non corrisposti, i malintesi vari, la madre conservativa, ecc.

Altri attori del film sono Isha Koppikar (nel ruolo della amica di Tia) e Rakhi (nel ruolo della madre di Tia). Isha Koppikar ha lavorato in alcuni film anche come la protagonista principale, mentre Rakhi, era una delle stelle di Bollywood negli anni settanta e ottanta.

I tre protagonisti principali del film, hanno tutti iniziato la carriera come modelli. Aishwarya Rai è stata Miss India e poi Miss Mondo e ha già lavorato in alcuni film occidentali. Arjun Rampal, uno dei modelli più popolari in India, non ha trovato successo per molti anni e soltanto nel 2007-08 ha trovato popolarità come attore. Priyanshu Chatterjee, ha lavorato in alcuni film negli anni 2000-05 ma ultimamente non si è visto nei film.

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sabato 15 agosto 2009

Se vi piace Kajol

Avete visto “La paura nel cuore” e se vi è piaciuta Kajol, allora siete in buona compagnia. E’ tra le mie attrici preferite.

Come molti altri attori di Mumbai, anche Kajol è una figlia d’arte, ma se pensate che basta essere il figlio o la figlia di qualche attore o attrice per diventare una stella di Bollywood, la famiglia di Kajol dimostra quanto può essere imprevedibile la dea della fama.

La nonna materna di Kajol, Shobana Samarth, era una delle attrice più famose del suo tempo, negli anni millenovecentoquaranta. Anche se era una donna sposata, la sua storia d’amore con l’attore Motilal era su tutti i giornaletti di Mumbai.

Shobhana ha avuto due figlie – Nutan e Tanuja. Nutan era una delle attrici più importanti di Mumbai negli anni sessanta-settanta. Anche dopo il suo matrimonio con un ufficiale navale e un figlio, è sempre stata molto popolare e ha lavorato fino alla sua morte negli anni ottanta per cancro al fegato.

Tanuja, la figlia più giovane di Shobana, anche se considerata una brava attrice, non ha mai trovato il grande successo di sua madre e di sua sorella. Ancora adesso, appare in qualche film.

Nutan ha avuto solo un figlio, Mohnish Behl, anche lui ha voluto diventare un attore e ha sposato un’attrice, Ekta, ma nessuno dei due ha trovato grande successo.

Tanuja invece si era sposata con un regista, Somu Mukherjee e ha avuto due figlie – Kajol e Tanisha, entrambe hanno deciso di diventare attrici, ma solo Kajol ha trovato il grande successo, un po’ come sua zia Nutan. Kajol si è sposata nel 1999 con l’attore Ajay Devgan e la coppia ha una figlia, ma nonostante tutto, la popolarità di Kajol non si accenna a diminuire. Negli ultimi 10 anni, ha lavorato in pochi film per la propria scelta, ma ancora oggi resta tra le attrici più apprezzate di Bollywood. L’attrice, Rani Mukherjee è una cugina di Kajol.

Kajol ha iniziato a lavorare nei film nel 1992. Ha lavorato con Shahrukh Khan per la prima volta nel 1993 (Baazigar - Il Mago) e da allora è la coppia più famosa e popolare di Bollywood. Ogni film di questa coppia è stato un grande successo commerciale. Prossimamente la coppia si vedrà in “My Name is Khan” (Il mio nome è Khan), la storia di un ragazzo autistico musulmano in America dopo i fatti dell’11 settembre 2001. Venerdì 13 agosto, Shahrukh è stato fermato per due ore al aeroporto di New York dalla polizia americana e secondo lui, ciò è successo solo perché ha un nome musulmano e i giornali indiani sono pieni di storie sulle "discriminazioni basate sulla religione" in America.

Vi presento i miei film preferiti di Kajol e vorrei iniziare con “Yeh Dillagi” (Questo scherzo) ispirato dal film americano “Sabrina”, con Kajol nel ruolo che fu di Audrey Hepburn, Akshay Kumar nel ruolo che fu di Humphrey Bogart e Saif Ali Khan nel ruolo del fratello minore. 

Il secondo film di Kajol che mi piace di più è “Dilwale dulhania le jayenge” (DDLL- Quelli con il cuore porteranno via la sposa), dove lei faceva coppia con Shahrukh Khan. Questo film è entrato nel Guiness dei campionati perché da quando è uscito nel 1995, viene proiettato nello stesso cinema di Mumbai (Maratha Mandir) senza interruzioni da 14 anni. Generazioni di persone l’hanno visto al cinema almeno 3-4 volte. Un amico che era andato a vedere questo film recentemente mi aveva raccontato che la sala era piena di persone che ripetevano tutte le frasi del film e che cantavano le canzoni insieme ai protagonisti.

Potete vedere una canzone di DDLL su Youtube - “Tujhe dekha to yeh jaana sanam” (Quando ti ho visto, ho capito amore).

Il terzo film di Kajol che mi è piaciuto molto era “Kuch Kuch Hota Hai” (KKHH - Ho una strana sensazione) del 1998, e di nuovo lei faceva la coppia con Shahrukh Khan. Come DDLL, anche KKHH è considerato un film di culto per le persone innamorate. In questo film, Kajol era una ragazza poco femminile che scopre l'amore per il suo migliore amico (Shahrukh) solo quando capisce che lui è innamorato di un’altra ragazza (Rani Mukherjee). Dopo molti anni, il vedovo Shahrukh vorrebbe tornare da Kajol, ma ormai lei sta per sposare un altro (Salman Khan).

Il quarto film di Kajol che mi piace di più, ha di nuovo la coppia Kajol-Shahrukh Khan. Il film si chiama Kabhi Khushi Kabhi Gham (Qualche volta felicità, qualche volta tristezza), una saga famigliare di un industriale e suoi due figli e le loro storie d’amore.

Tutti questi film sono disponibili su Youtube - interi film suddivisi in tanti spezzoni di 10-20 minuti ciascuno, ma purtroppo sono senza i sottotitoli. Se li volete cercare, usate i nomi originali in Hindi per cercarli.

Per gli ammiratori di Preity Zinta

Il papà di Preity era un militare che morì in un incidente stradale quando Preity aveva 13 anni. In diverse interviste, Preity ha parlato dell’enorme influenza di suo papà sul suo carattere. Di fatto, Preity è famosa nel mondo di Bollywood come una persona che parla chiaro e che non vuole nascondersi dietro le frasi di convenienza. Alcuni anni fa, in un processo legato ad uno scandalo sui finanziamenti del mondo di Bollywood provenienti dal traffico di droga, Preity fu l’unica persona di Bollywood a testimoniare pubblicamente, nonostante le minacce dei mafiosi indiani. Dopo diversi anni di convivenza, nel 2009 Preity si è separata dal suo compagno, industriale Ness Wadia.

Preity ha iniziato a lavorare come una modella nel 1996. Nel 1998, è arrivato il suo primo film “Dil Se” (Dal cuore) del regista Mani Ratnam. In questo film, i protagonisti principali erano Shah Rukh Khan e Manisha Koirala, mentre Preity aveva una parte molto breve. Ciò nonostante è stata notata subito ed è stata definita “la ragazza piena di brio, con due fossette profonde”. Per questo film Preity ha vinto diversi premi, sia come “migliore debuttante” che come “migliore attrice non protagonista”.

34enne Preity ha volutamente lavorato in pochi film e forse, oramai è considerata troppo vecchia per la parte del protagonista femminile principale di Bollywood. In ogni caso, ultimamente non ha lavorato molto nei film.

Nel 2000, è arrivato Kya Kehna (Cosa si può dire?) con Chandrachud Singh e Saif Ali Khan, dove Preity era nei panni di una ragazza single rimasta in cinta. Mentre questo film ha stabilito Preity Zinta come una delle stelle di Bollywood, già si notava la sua allergia ad essere definita “la ragazza frizzante e buona”. Forse per lottare contro questa etichetta, che lei non è riuscita a scrollarsi ancora, ogni tanto Preity ha scelto dei film dove ha dei ruoli con i tratti negativi.

Sempre nel 2000, è apparsa in Mission Kashmir, un film sul terrorismo islamico, con Hrithik Roshan nei panni di un terrorista. Questo film era stato doppiato in italiano ed è disponibile in Italia in DVD. Mi sembra di ricordare che anche questo DVD era stato "adattato" per Italia, ciò significa che non aveva le canzoni. Se volete potete guardare la canzone “Chupke se sun, is pal ki dhun” (Ascolti in silenzio, la musica di questo momento) da Mission Kashmir.

Nel 2001, è arrivato “Dil Chahta Hai” (Il cuore lo vuole), considerato un film culto tra i giovani indiani. In questo film, con Preity vi erano Aamir Khan, Saif Ali Khan e Akshay Khanna, e la parte relativa a Preity era ambientato in Australia. Sempre nel 2001, Preity è apparsa anche in Chori Chori Chupke Chupke (Di nascosto), insieme a Salman Khan e Rani Mukherjee, nel ruolo di una prostituta che accetta di noleggiare il proprio utero per una donna che non può avere figli. 

Nel 2003, Preity ha avuto due grandi successi. Il primo era, “Koi Mil Gaya” (Ho incontrato qualcuno) con Hrithik Roshan, nel ruolo di un ragazzo down che incontro un extra terrestre e acquisisce dei poteri sovrannaturali. Il secondo era “Kal ho na ho” (Chi’ssa se vi sarà un domani) con Shah Rukh Khan e Saif Ali Khan.

2004 era un altro grande anno per Preity con 2 film importanti – Lakshya (Il Bersaglio) con Hrithik Roshan e Veer Zaara (La storia di Veer e Zaara) con Shah Rukh Khan e Rani Mukherjee.

In Lakshya, Hrithik era un ragazzo che non riesce a combinare niente nella vita mentre Preity era la sua ragazza che vuole fare un giornalista. Da questo film potete guardare la canzone, “Agar mein kahoon ki mujhe tumse mohabaat hai, to kya kahogi?” (Se ti dico che sono innamorato di te, allora cosa dirai?), girato tra i giardini Lodhi e le rovine della rocca di Tughlak a Nuova Delhi, entrambi posti molto suggestivi.

Veer Zara è il più grande successo commerciale della carriera di Preity Zinta, dove era Zaara, una ragazza pakistana innamorata di un pilota indiano. Per questo film, Preity ha vinto premi sia nazionali che internazionali. Da questo film potete guardare la canzone “Mein yahan hun, yahan hun” (sono qui, sono qui) su Youtube. In questa canzone, c'è la cerimonia di fidanzamento di Zaara con un ragazzo pakistano (Manoj Bajpai), ma Zaara continua immaginare di vedere il suo Veer (Shahrukh Khan).

Nel 2005 è arrivato Salaam Namastey (Cuori in Onda), l’ultimo grande successo commerciale di Preity. Da allora, nessun film di Preity ha trovato grande consenso del pubblico.

venerdì 14 agosto 2009

La Paura nel Cuore (Titolo originale “Fanaa”, India, 2006)

“La paura nel cuore” è il prossimo e forse, ultimo film del ciclo “Amori Con ... Turbanti 2009”. Per capire lo spirito di questo film, è importante capire il significato del titolo originale del film, “Fanaa”. E’ una parola di origine persiana e significa perdersi completamente dentro di qualcuno o qualcosa fino a perdere la propria identità o la propria vita. Nella poesia, si parla spesso di amore simile a quello dei Parwana ( moscerini) per la fiamma, attratti dalla fiamma si lasciano bruciare.



“La paura nel cuore” è la storia d’amore di un terrorista, e il film, anche se resta dentro i limiti del cinema popolare di Bollywood, presenta un ritratto un po’ più complesso di un terrorista, di come si vede nei film americani. Terrorista senza cuore che può uccidere uomini, donne e bambini senza alcun rimorso, può essere incapace di far male al proprio figlio o la propria ragazza.

Il film è stato girato sullo sfondo della “guerra di liberazione” del Kashmir da parte dei gruppi islamici, e presenta anche l’altro lato dell’islam. Kashmir è la terra dell’islam sufi, un islam sviluppato lungo centinaia di anni nelle alte montagne che è una religione gentile e aperta, lontano dall’islam dei talibani o dei wahebiti.

“La paura nel cuore” è il primo film insieme per i due attori – Aamir Khan e Kajol, entrambi famosi per lavorare in pochi film.

Consiglio due canzoni da questo film che potrete vedere su Youtube:

(1) La prima canzone si chiama Chand sifaarish



chaand sifarish jo karta hamari deta woh tumko bata

(Se la luna poteva intercedere per me, ti avrebbe raccontato)

sharm-o-haya pe parde gira ke karni hain hamko khata

(Voglio andare oltre questo tuo velo di timidezza per avvicinarti)
Questa canzone che presenta il primo incontro tra Zooni (Kajol) e Rehan (Aamir) è stata girata tra due monumenti famosi di Delhi – il Qutab Minaar, una torre del tredicesimo secolo e le tombe del quindicesimo secolo nei giardini di Lodhi.

(2) La seconda canzone si chiama “Dekho na” (Guarda):



yeh saajish hain boondon ki koi khwaahish hain chup chup si
yeh saajish hain boondon ki koi khwaahish hain chup chup si

(E’ una cospirazione della pioggia, è un desiderio silenzioso)

dekho na dekho na
dekho na dekho na

(Guarda guarda)

hawa kuchh haule haule zubaan se kya kuchh bole

(Piano piano, il vento sussurra e che cosa dice?)

kyon duuri hain ab darmayaan

(Perché vi sono queste distanze?)

dekho na dekho na
dekho na dekho na

(Guarda, guarda)

sabato 8 agosto 2009

Cuori in Onda

Non avrei mai pensato di ringraziare RAI per aver tagliato delle scene di un film, ma per “Cuori in Onda” (titolo originale “Salaam Namastey”), almeno per una volta è esattamente quello che ho sentito, quando ho visto questo film.

Il film mi era piaciuto quando l’avevo visto nel 2005, ma avevo odiato tutta la parte relativa al attore Javed Jaffery, nel ruolo del indiano bigotto, proprietario della casa che Nick (Saif Ali Khan) e Amber (Preity Zinta) prendono in affitto. In ogni caso, era una parte dove gli spettatori italiani non avrebbero capito il senso del suo modo di parlare perché usava i doppi sensi dei significati delle parole tra hindi e inglese, in italiano avrebbero perso questa funzione.

E poi la parte finale in ospedale, con l’attore Abhishek Bacchan nella parte del dottore, l’avevo trovato insupportabile, era una scena lunghissima e completamente demenziale. Per fortuna, anche questa parte è stata accorciata da RAI.

Invece le canzoni, mi è dispiaciuto non vederli. Pazienza. Potete guardarli su Youtube. Ecco per voi le parole della iprendeva il titolo originale del film, che nel film era durante la parte quando Nick e Amber si incontrano per la prima volta al matrimonio sulla spiaggia: Ik din ik pal ik jaaniya, aaj hai kal phir ud jaaniya, ud jaaniya, aa mil gia fir gale, hanste hanste, salaam namastey (un giorno, un momento, oggi è qui, poi sparirà, sparirà, vieni ad abbracciarmi, sorridi e ridi, saluti saluti)





La parte di questa canzone dove tutti si trovano nell’acqua a ballare, forse andrebbe bene per fare ginnastica sulla spiaggia!


mercoledì 5 agosto 2009

Per gli ammiratori di Hrithik Roshan

Avete guardato “Vogliamo essere amici” e vi è piaciuto il protagonista, Hrithik Roshan e volete saperne di più sul suo conto? Allora questo post è per voi.

Hrithik è un figlio d’arte. Suo nonno paterno, sig. Roshan era un compositore famoso di Bollywood negli anni cinquanta e sessanta, ed è responsabile per alcune delle canzoni più belle di quelli anni.

Il papà di Hrithik, Rakesh Roshan, era un attore negli anni settanta, ma a parte qualche film, non è mai diventato una stella di Bollywood. Ha trovato maggiore successo come regista negli anni novanta. Rakesh Roshan si è sposato con Pinky, la figlia di un altro regista importante di Bollywood, J. Omprakash. Hrithik ha iniziato la sua carriera di attore in un film del nonno (Asha, 1980), quando aveva 6 anni.

Hrithik si è sposato con Susanne, figlia del attore Sanjay Khan, e la sua amica d’infanzia, e hanno due figli.

Il suo primo film da grande era "Kaho Na .. Pyar hai" (Dillo che sei innamorata) nel 2000. Padre di Hrithik era il regista di questo film e Hrithik aveva un ruolo doppio in questo film, il timido e serio Rohit che viene ucciso e il ricco Raj che fa finta di essere Rohit per individuare i suoi assassini. Era il primo film anche dell’attrice Amisha Patel. Il film ha avuto grande successo e ha stabilito Hrithik come uno dei migliori danzatori di Bollywood.

Dopo il primo film di grande successo, i film successivi non hanno trovato il successo commerciale e le persone hanno iniziato a dire che Hrithik era come suo padre, un attore ma senza la possibilità di diventare una stella di Bollywood. L’unico successo di Hrithik di quelli anni era “Kabhi Khushi Kabhi Gham” (Qualche volta felicita, qualche volta tristezza, 2001), un film pieno di diversi attori famosi compreso Shahrukh Khan, Kajol e Kareena Kapoor.

Nel 2003, Hrithik ha ritrovato successo con un altro film di suo padre, "Koi Mil Gaya" (Ho incontrato qualcuno), storia di un ragazzo down che incontra un extra-terrestre e acquisisce poteri sopranaturali. Per questa interpretazione, oltre al successo commerciale, Hrithik ha vinto diversi premi.

Dopo questo film, Hrithik è stato consacrato come una delle stelle di Bollywood. La sua danza che mi piace di più è dal film “Lakshya” (Bersaglio, 2004). La canzone si chiama, “Main aisa kyon hoon” (Perché sono fatto così). Non si può importare questo video dentro il blog ma lo potete guardare su Youtube.

Un’altra canzone che potete ammirare su Youtube è dal film Dhoom 2 (Tamburi 2) e la canzone è “Dhoom machale” (Batti i tamburi).

Recentemente, nel 2008, per “Jodha Akbar”, il film sulla storia d’amore tra la principessa Rajput Jodha e l’imperatore Mughal Akbar, Hrithik ha di nuovo vinto diversi premi come migliore attore del anno. In questo film, Hrithik non doveva danzare e così ha convinto i critici che non è soltanto un danzatore, ma è anche un attore serio.

Se volete cercare altri video di Hrithik su Youtube, ricordatevi di scrivere i nomi indiani dei film e ne troverete molti.


martedì 4 agosto 2009

Salaam Namastey – Cuori in Onda

Il prossimo film del ciclo Amori Con ... Turbanti è “Cuori in Onda” (Salaam Namastey, 2005, India) programmato per l’8 agosto. Il film presenta la coppia Saif Ali Khan e Preity Zinta.

Saif Ali Khan è un figlio d’arte. Sua madre, Sharmila Tagore, appartiene alla famiglia del famoso poeta e premio nobel, Ravindranath Tagore, ed è stata un’attrice importante negli anni sessanta e settanta. Suo padre, Mansoor Ali Khan, era il “Pataudi ke Nawab” ciò è, Re di Pataudi, un piccolo principato nel nord est dell’India ed è stato il capitano della squadra nazionale di Cricket per diversi anni. Per questo motivo, Saif è conosciuto anche come il “Chotte Nawab” (il piccolo re) anche se oramai non esistono più i principati nell’India democratica. Anche una delle sorelle di Saif, Soha Ali Khan, è un’attrice.

Saif è apparso nei film di Bollywood nel 1993, ma non ha avuto grande successo fino al 2001, quando è uscito “Dil Chahta Hai” (Il cuore vuole) è Saif ha finalmente trovato successo ed è diventato uno star di Bollywood. Saif si era sposato giovanissimo con l’attrice Amrita Singh, dalla quale ha avuto due figli. Alcuni anni fa, lui si è separato dalla moglie, per un po’ tempo ha avuto una relazione con una ragazza italiana, Rosa e poi, da più di un anno, convive con l’attrice Kareena Kapoor.

Venerdì 31 luglio Saif è diventato un produttore ed è uscito il suo primo film, del quale è anche il protagonista principale, “Love Aaj Kal” (Amore oggi e ieri). Il regista di questo film è Imtiaz Ali, al suo primo film dopo il grande successo di Jab we met (l’Amore arriva con il treno). Sembra che il film ha avuto l’approvazione sia del pubblico che dalla critica.

Gli spettatori italiani avevano già visto Saif Ali Khan con Rani Mukherjee nel 2008, nel film “Io e tu – confusione d’amore”.

Il prossimo film del ciclo, programmato per il 15 agosto è “La Paura nel Cuore” (Titolo originale Fanaa, India, 2006). Con questo film, i film di Yashraj films in questo ciclo di film su RAI Uno diventeranno 5. Forse, RAI uno ha firmato un accordo con Yashraj films per presentare solo i loro film? Non che i film di Yashraj non siano belli, ma sembra strano che RAI presenti così tanti film della stessa casa di produzione, quando esistono centinaio di produttori a Mumbai.

“La paura nel cuore” sarà anche il primo film “tragico” del ciclo, legato al tema del terrorismo islamico. I protagonisti principali del film sono Aamir Khan e Kajol. Aamir Khan è già conosciuto al pubblico in Italia per il suo film “Lagaan c’era una volta in India”, mentre Kajol è considerata tra le attrici più brave di Bollywood.

Kajol si era sposata con l’attore Ajay Devgan nel 1999 e dopo il matrimonio aveva deciso di accettare pochi film. E’ apparsa in “La paura nel cuore” dopo un’assenza di 5-6 anni. Il film ha trovato grande successo commerciale anche se la critica non era molto favorevole.

Il film racconta la storia di Zooni, una ragazza musulmana cieca del Kashmir che incontra un guida turistica durante un viaggio a Nuova Delhi con la sua classe universitaria. La guida organizza un intervento chirurgico per i suoi occhi ma poi sparisce, lasciandola in cinta.

Dopo diversi anni, un uomo appare nella valle dove lei abita e chiede il loro aiuto. Poco alla volta, Zooni capisce che l’uomo è la stessa persona, la guida turistica di Delhi, padre del suo figlio e l’uomo le confessa che è sempre innamorato di lei. I due decidono di sposarsi, ma poi Zooni scopre che l’uomo ha un segreto.


In "La paura nel cuore", in una piccola parte, c'è anche l'attrice Tabu, protagonista di "Senza Zucchero" e "Destino nel Nome".

domenica 2 agosto 2009

Un’estate di Bollywood su Rai Uno

Serena aveva scritto che questa estate di Bollywood (Amori con... turbanti) su Rai Uno continuerà fino alla fine di agosto. Il prossimo film, programmato per l’8 agosto è “Cuori in Onda” (Titolo originale “Salaam Namastey, India, 2005). Ma prima di parlare di “Cuori in Onda”, parliamo del film di ieri sera, “Vogliamo essere amici”.


Il film era strapieno dei cliché Bollywoodiani, questi temi, personaggi e situazioni che si trovano solo nel mondo di Bollywood. Alcuni di questi cliché sono diventati così veri a forza di essere ripetuti in film dopo film, che ora si sono apparsi anche nel mondo reale. Il mondo di “Vogliamo essere amici” è l’India dei Pungiabi, di queste famiglie dello stato di Punjab, che portano cognomi come Khanna, Kapoor, Sahani e Varma, ed è il mondo del produttore Yashraj Chopra e del regista Kunal Kohli. Questo gruppo di famiglie sono tra le più influenti di Bollywood e hanno imposto la propria cultura come quella “vera indiana”.


Uno dei cliché dei film di Bollywood è le ricche famiglie di indiani che abitano in Europa o in America e che vivono come i principi, con delle case, piscine e giardini enormi. Era così anche la famiglia Khanna (Kiran Kumar e Smita Jaykar), i genitori di Raj Khanna (Hrithik Roshan) nel film. L’altro cliché è quello dei valori indiani tradizionali, così queste famiglie straricche, anche se permettono ai loro giovani di vestirsi all’occidentale e di sembrare ben integrati nel mondo occidentale, al cuore sono molto rispettosi dei propri valori indiani. Dall'altra parte, nei film di Bollywood, gli emigrati indiani poveri non hanno mai avuto il successo commerciale.


Nel film di ieri, l’idea di far vedere qualche ragazza inglese che fa la pulizia in casa davanti agli ospiti era probabilmente una vendetta contro il regno degli inglesi in India. Yash Chopra, il produttore del film e il regista di molti film romantici, considerati tra i classici di Bollywood, era uno dei profughi, costretti a lasciare le proprie case a Lahore, quando fu divisa l’India e creata il Pakistan.


Un altro cliché dei film di Bollywood è l’intervento divino. Così alla fine per risolvere la questione dei due amanti, interviene il dio Krishna, quando fa entrare una corrente d’aria al momento opportuno che rovescia la scatolina di Sindoor (vermilione) per farlo cadere tra i capelli di Puja (Rani Muherjee). Versare il vermilione tra i capelli della sposa è uno dei riti conclusivi del matrimonio indù. Dato che il gesto è stato fatto dal destino proprio davanti alla statua di dio Krishna, non può essere messa in discussione.


Il doppiaggio del film ieri sera mi è sembrato perfetto. Anche se mancavano le danze e le canzoni, una piccola dimostrazione delle capacità di ballerino di Hrithik Roshan è stata lasciata dalla RAI nella canzone “Aaj ke ladke, I tell you, kitne lallu what to do” (I ragazzi di oggi, te lo dico, quanto sono scemi, cosa devo fare) per qualche secondo. Hrithik è considerato tra i migliori ballerini di Bollywood. In questo video di Youtube, vi sono i sottotitoli in spagnolo.

Non so perché quando la RAI lascia qualche canzone nel film, perché non aggiunge i sottotitoli, come si fa con i film musicali americani? Ieri sera, RAI aveva lasciato nel film altre due canzoni:


(1) “Jaane kab se dil mein hai tu, jab se main hun, tab se hai tu” (Non so da quando sei nel mio cuore, da quando ci sono io, da allora ci sei tu), che era il tema del film, ripetuto in diverse occasioni, in versioni felice e triste.


(2) “Payar hua, ikrar hua hai, pyar phir kyon darta hai dil” (Sono innamorato, l’ho anche confessato, ma allora perché ho paura dell’amore) che Raj (Hrithik Roshan) canta a Puja (Rani Mukherjee) nella sua camera quando danzano insieme e poi, viene ripetuto verso la fine, quando Raj porta le fritelle ripiene a Puja nel giardino. Questa canzone è da un film Shri 420 (Signor ladro) del 1955, considerato uno dei classici di Bollywood con Raj Kapoor (nonno paterno dell’attrice Kareena Kapoor che ha interpretato Tina in "Vogliamo essere amici") e Nargis.


Cuori in Onda (Salaam Namastey, 2005): Il film è la storia d’amore di due indiani residenti a Sydney in Australia. Amber (Preity Zinta), una studentessa di medicina e conduttrice di un popolare programma su una radio indiana locale e Nikhil o Nick (Saif Ali Khan), un chef, si incontrato e si odiano, ma poi fanno finta di essere sposati per poter affitare una casa da un signore bigota, di origine indiana (Javed Jaffery) che non vuole affittare la casa alle copie non sposate.


I due dovevano soltanto condividere la casa, ma finiscono ad innamorarsi e Amber resta in cinta. Mentre Nick sarebbe felice di continuare a convivere con Amber, è sicuro che non vuole i figli, ma Amber vuole tenersi il bambino.


Nella parte del film, c’è attore Abhishekh Bacchan, (visto recentemente anche in un breve ruolo in “La verità negli occhi”) nel ruolo di un ostetrico pazzo.


Il film è ovviamente “ispirato” dal film inglese Imprevisti d’amore (1995, Hugh Grant e Julianne Moore), e non era male anche se aveva poco di indiano a parte gli attori e il fatto che era girato in Hindi. Entrambi gli attori principali, Saif e Priety erano molto piacevoli, anche non mi era piaciuto l’ultima parte del film, quella girata in un ospedale.


Dato che non avrete la possibilità di vedere le danze e le canzoni di “Cuori in Onda”, vi presento una canzone del film che appare quando Amber, rimasta in cinta, si sente molto sola e spera che Nick tornerà da lei: “Tu jahan, mein vahan, sang sang yun chaloon tere jaise tera aasman” (Sarò sempre vicino a te, camminerò accanto a te come il tuo cielo)


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