sabato 29 ottobre 2005

Viaggiare senza fermare

Prima un giorno a Roma, poi 8 giorni a Delhi. Al ritorno, mi sono fermato a casa per 2 giorni, prima di ripartire per Ginevra. Pioveva quando sono arrivato, ma poi il tempo si è migliorato e così sono andato a fare una passeggiata lunga le rive del lago di Ginevra. Il lago era una meraviglia.


Lungo la riva, vi era una mostra fotografica per celebrare i 60 anni delle nazioni unite. Fotografo Uwe Ommer, residente a Parigi, ha girato il mondo per fotografare le famiglie dei vari paesi. Vi sono le famiglie povere e ricche, tutte vestite con i loro migliori vestiti colorati per farsi fotografare. India ha due foto - una di una famiglia del Rajasthan e l'altra, una famiglia sikh di Delhi. Italia ha una copia italo-tesdesca di una piccola città di toscana. Mi ha comosso questa mostra. Leggere le storie di queste famiglie, apparentemente così diverse, ma allo stesso tempo uguali per le loro paure, per le loro speranze.

Forse il fatto che Marco sta per sposarsi, mi fa pensare alla famiglia e al circolo della vita. L'autunno e le foglie gialle e rosse, pronte per cadere hanno un nuovo significato. I preparativi per il matrimonio sono già iniziati. Mia sorella a Delhi seguirà il tuttto, dato che arriveremmo solo 2 giorni prima del matrimonio. Marco avrà il vestito tradizionale. La famiglia di Atam, la futura sposa di Marco, vuole il rito tradizionale dei sikh. Mia mamma vuole i riti tradizionali indù. Per motivi pratici, bisogna avere anche il matrimonio civile. E Marco, dopo il ritorno in Italia, vuole anche un matrimonio in chiesa. Significa che faremmo festa quattro volte.

Tutti fanno i piani per i vestiti da comprare, per le danze e la musica da organizzare, per i riti tradizionali per divertirsi. Pinky verrà dall'America, Laura e Antonella verranno con noi dall'Italia. Sono contento che sono lontano e così non devo preoccuparmi per l'organizzazione delle mille cose che bisogna organizzare per coordinare il tutto, e allo stesso tempo mi dispiace.

Mentre giravo tra le foto della mostra fotografica a Ginevra, pensavo a tutto questo.

Tornai a Bologna alla sera tardi e poi, mi sono svegliato presto alla mattina per ripartire di nuovo, questa volta per Montesilvano (Pescara) per il nostro workshop sulla sessualità e comunicazione. La parte più bella del workshop era trovare tutti i vecchi amici riuniti da diverse parti del mondo - Daisy, Jose, Deolinda, Eliana, Sarmila, Tuki... La serata di danze e musica era molto bella. Una volta mi vergognavo a cantare e ballare. Non più. Ho capito che non sono goffo o sgraziato, almeno non più degli altri, e divertirsi senza preoccupare di cosa ne pensano gli altri è una bella liberazione. Forse diventare vecchi, ha i suoi vantaggi!

Comqune, alla fine sono a casa e non ho altri viaggi per 2-3 settimane.

Qui 2 foto della festa con (1) Eliana e Max dal Brasile e (2) Sarmila (Nepal) e Lameuel (Liberia):


domenica 16 ottobre 2005

Un'altra India

Alaknanda, dove sto in questi giorni, e' una delle zone dei benestanti di Delhi. Tutte le case hanno 2-3 macchine, alcuni hanno i guardiani. Le case sono belle e spaziose. Al nord c'e' Greater Kailash II, la zona di quelli che hanno ancora piu' soldi e le loro case sono ville di marmo.

Questo mondo ricco e comfortevole si regge sulle spalle di un'armata invisbile, che si muove come formiche - lavano le macchine, vendono verdure, portano i cani al passeggio, cucinano, aprono i cancelli, portano via le mondizie.

Se uno sta qui per un po', cominci a non vederli e se per qualche motivo, si intromettono nel tuo mondo, li guardi con un leggero fastidio. Loro vivono in mezzo alla richezza con gli occhi pieni di speranza, sognano un mondo cosi' per i propri figli. "Voglio che mio figlio studia e diventi un alto ufficiale", dice Shanti, la donna delle pulizie.

Ogni tanto i telegiornali parlano del ricco signore o la ricca signora, uccisa dal suo domestico, ma se vedi la marea di queste persone invisibili, ti chiedi, perche' non succede piu' spesso?

***
Ero in un auto-ricscio' vicino Karol Bagh. Andare in auto-ricscio' e' un'avventura. Il paesaggio di Delhi sta cambiando, mettendo insieme il vecchio e il nuovo. In mezzo alla strada vi sono i pilloni in cimento armato, dove passera' la nuova metropolitana. Dietro alla collina si alza una statua gigante di dio Hanuman, che guarda giu' al nuovo passaggio del metro sui pilloni.

Alla giratoia, non c'e' nessuna regola, tutti i mezzi si buttono in mezzo - macchine, autobus, carri tirati da cavalli, biciclette. Ognuno cerca di avanzare un centimetro alla volta. Nessuno cede all'altro, se non e' proprio indispensabile, per non fare un incidente. Sembra che resteremmo bloccati per ore. Invece, dal caos, si riesce ad uscire senza grossa fatica. Mi meraviglia che non vi sono incidenti o feriti per strade. Dopo 200 metri, ad un incrocio, si ripete tutto di nuovo, tutto come prima. E poi, di nuovo all'incrocio successivo.

Sono sicuro che la teoria del caos ha le sue regole, che funzionano anche se forse, nessuno li sapra' spiegare.

***
Ieri sera siamo andati a guadare la danza classica "Kathak".

Birju maharaj, il guru settantenne riconosciuto in tutta l'India era responsabile dello spettacolo che si e' tenuto in mezzo alle rovine di un'antica rocca in centro di Delhi. Le luci, i colori, lo sfondo delle rovine, la coreografia e la bravura dei danzatori - era un'esperienza meravigliosa.

Quando il guru e' apparso sul palcoscenico per dimostrare alcuni passi di danza e per spiegare l'inspirazione che lui si trae dalla natura per comporre queste danze, era incredibile. Il suo corpo si muove ancora con l'agilita' di un giovane.

Alcune foto da questa festa:


Il guru Birju Maharaj

venerdì 14 ottobre 2005

Dall'India

Sono a Nuova Delhi.

La tastiera e' diversa e non ci sono i tasti per i carratteri accentati. Dopo 4 giorni, comincio a abituarmi all'orario indiano e stamattina mi sono svegliato presto. Cosi' stamattina ho un po' di tempo per scrivere un appunto per il blog.

Si sta bene alla mattina e alla sera, quando le temperature scendono a livelli piu' ragionevoli, ma di giorno quando vi sono 35-36 gradi, non riesco a fare niente. Vorrei ne anche uscire fuori. Dopo domani, c'e' la maratona di Delhi e solo l'idea di correre con questo caldo, mi fa venire la sete. Comunque, e' vero che per gli altri qui, abituati al caldo, il peggio delle estate e' gia' passato e ormai il caldo del giorno e' piu' supportabile! Mi guardano con un po' di perplessita' quando dico che fa troppo caldo.

Il 12 ottobre c'era la festa di Dusshera. Dopo tanti anni, sono andato a vedere la cerimonia di bruciare il pupazzo del demone Ravan e i suoi fratelli - erano pupazzi di cartone enormi, pieni di fuochi di artificio e rumorosi pettardi. Ero insieme a Mika, la figlia di mia sorella. Quando il fuoco divampava e i pettardi scoppiavano, per un attimo sembrava il finimondo. Andavo a guardare questa cerimonia da bambino 35-40 anni fa e poi, l'avevo vista qualche volta in televisione. Essere li in mezzo alla folla, sentire l'eccitazione delle persone intorno, il rumore stordante dei pettardi, l'odore particolare dei fuochi di artificio era molto bello, anche se sicuramente inquinante.

Ma mi ha sorpreso la cerimonia di preghiera davanti al pupazzo del demone prima di dargli fuoco. Non mi ricordavo di averlo notato prima, il prete che pregava davanti al pupazzo e poi si chinava per chiedere la sua benedizione. E' solo in India che si puo' avere la cerimonia di bruciare i "demoni" perche' rappresentano il male ma allo stesso tempo, riconoscere che nel libro di "Ramayana" rappresentano persone istruite e saggie, le quali perdono la ragione e agiscono con azioni sbagliate!

domenica 2 ottobre 2005

Intubato

Amo essere "intubato", ciò è viaggiare per il tubo (metro) di Londra. Ultimamente, sembra che il sistema di trasporto pubblico perde colpi, sia per il pericolo bombe che per problemi di manutenzione e personale. Mi fa sempre impressione vedere quante persone leggono mentre fanno un viaggio nella metro. Non i fumetti o giornali, ma veri e propri libri. Anche maschi giovani.
***
Sono uscito dalla stazione di Hammersmith. Pioveva. Non quella pioggerellina inglese che è endemica, ma una pioggia più vicina ai monsoni. Ho esitato per un attimo. Non avevo ombrello e anche se l'albergo non era lontano, sapevo che mi sarei bagnato completamente. Mi sono messo la cartella sulla mia testa e ho iniziato a correre. Mentre attraversavo King's street, una ragazza al ciglio della strada ha detto"Aiutate mi per favore". La guardai mentre correvo. Alta, cappelli neri a riccioli, bella. Tirava un carrello di spesa dietro. Non mi fermai. Le girai intorno e continuai a correre. "Si, andate lontani da me. Non avvicinate me", all'improvviso, la ragazza gridò. Guardai in dietro per un attivo, lei si era seduta per terra e piangeva disperata, "O dio, qualcuno per favore mi aiuti". In torno a lei, sotto la pioggia, la folla londinese le girava intorno e proseguiviva. Continuai a correre finché ero lontano e non sentivo più il suo pianto disperato.

Mentre ero in letto caldo, vidi che la pioggia aveva smesso. Posso andare a vedere se c'è ancora, mi sono detto. No, ormai, non sarà li, qualcuno l'avrà sicuramente aiutato, ho pensato. E tornai nel mio letto.
Un giorno, quando sarò solo e disperato, spero che gli altri non saranno così crudeli e indifferenti con me.

Nella foto Hackney Marshes a Londra dove vi sono 87 campi da calcio, uno accanto all'altro, e dove anche David Beckham aveva giocato.

Mentre scattavo le foto intorno al Buckingham palace, ho visto il poliziotto alzare la mano a puntare il dito verso me. Forse pensava che fossi un terrorista? Il mio primo impulso era di mettere via la macchina fotografica e andare via. Ma sono rimasto li. Il poliziotto è venuto verso di me, davanti a me si è chinato per prendere un pezzo di carta color verde lasciato sulla ringhiera e poi, è tornato dalla guardia reale, gli ha alzato la giacca e messo quel biglietto nella sua tasca. Anche se la guardia non si è mosso, ha fatto un piccolo sorriso. Forse era il biglietto della sua ragazza e il poliziotto faceva solo il cupido?
Queste due foto di Reagent park mi piacciono. Nella prima il canale dentro il centro di Londra, dove giravano le barche e nella seconda, sotto, le anatre a riposo, tutte dormivano.

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