martedì 20 dicembre 2005

Effetto serra?

Ho sentito del nuovo libro di Michael Crichton, dove lui affronta il tema del eco-terrorismo. Mi piace Crichton, l'immagine della sua persona, perché so che si era laureato in medicina e poi ha deciso di fare l'autore. Mi fa sentire certa comunanza con lui, forse avrei voluto farlo anch'io.

Poi, una volta avevo letto una sua esperienza personale di essere stato in un deserto per diversi giorni, seduto davanti ad un cactus cercando di comunicare con la pianta, e mi era piaciuta questa sua immagina di meditazione davanti ad un cactus.

I suoi libri, devo ammettere che purtroppo, non mi piacciono molto, ne anche come passatempo. Ho provato con diversi di loro e, proprio non riesco a leggerli.

Nel suo nuovo libro, penso che si intitola “Stato di Paura”, lui parla di organizzazioni non governative e agenzie interessate che "vogliono creare la psicosi sul tema del cambiamento climatico" e secondo lui, i ghiacciai (a parte i ghiacciai in Europa) non si stanno ritirando, anzi stanno crescendo. Così secondo lui, non stiamo andando verso il riscaldamento terrestre dovuto all’effetto serra ma verso un’era glaciale, e che questo non dipende dall’aumento dell’inquinamento. Insomma che Bush e i suoi amici, neocons, hanno ragione per non firmare il protocollo di Kyoto, che è solo un palliativo sbagliato e inefficace. Non so se questa descrizione dei contenuti di suo libro sia esatta.

Come si può immaginare, subito si è detto che Crichton è un repubblicano e sostenitore di Bush e sostenitore della guerra in Iraq.

Ma la teoria di Crichton mi lascia curioso e sono in attesa di leggere qualcuno che fa un ragionamento chiaro e obiettivo. Non mi piace quando si cerca di screditare persone e di negare qualcosa facendo riferimenti alle preferenze personali di un individuo. Mi dispiace per Crichton se lui davvero ammira Bush e concorda con la guerra in Iraq, e spero che riceverà un messaggio di buon senso magari da un cactus del deserto.

Ma, ho dato un’occhiata al libro, mi sembra pieno di note, riferimenti alle riviste scientifiche e agli studi, ecc. L'avevo preso in prestito dalla biblioteca, ma mi annoiava. Alla fine, invece di leggere il libro, ho letto qualche sua recensione.

Vorrei sentire qualcuno che rispondesse alle sue accuse in maniera chiara e puntuale. Per esempio, è vero che i ghiacciai stanno crescendo e non ritirando, a parte quelli in Europa?

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Il 25 dicembre partiremo per l'India e saremo via per tre settimane. Per cui approfitto per fare gli auguri di buon natale e un sereno 2006 a tutti i viandanti che arrivano alle pagine di questo blog.

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Oggi due foto da un viaggio in Angola.


lunedì 19 dicembre 2005

Salvaguardare l’onore

Capire il concetto dell’onore è fondamentale per capire la cultura indiana. Il concetto è molto ampio, ma uno degli aspetti chiave di questo concetto è il suo legame con il corpo delle donne. Il corpo della donna è proprietà del suo marito e deve essere salvaguardato affinché la ragazza può sposarsi e andare alla casa del marito. Prima o dopo il matrimonio, gli altri uomini non possono vedere o toccare questo corpo e in caso di rischio che la “purità” del corpo femminile sia compromessa, è meglio che lei muore. Morire per salvaguardare la “purità” del corpo rende la donna un esempio per le altre donne, la fa diventare l’oggetto di preghiera.

Oggi nelle città moderne dell’India forse questo concetto non è applicato in maniera così fondamentalista come esposto sopra ma il suo nocciolo centrale rimane comunque valido. Diversi gruppi in India hanno messo in discussione quest'idea anche se è molto radicata nella psiche collettiva. Penso che questo concetto è fonamentale per le società patriarcali, i quali devono controllare le donne. In fatti, l'onore riguarda soltanto i corpi femminili. Per questo motivo, penso che per mettere in discussione concetti come questo, le donne devono diventare indipendenti dal punto di vista economico.

Alla scuola avevo studiato la storia della regina Padmini, la moglie di un re in Rajasthan. A Delhi regnava imperatore Allauddin Khilji, il quale vide la regina una volta e ne rimase folgorato, e chiese il re di dargli la donna. Quando il re rifiuto, l’imperatore attaccò il castello del re. Quando la regina capì che suo marito era morto e il castello stava per essere invaso dalle truppe dell’imperatore, decise di suicidarsi insieme a tutte le donne dell’harem. La stanza dove tutte le donne si bruciarono dentro il castello di Amber, è ancora oggi un luogo di preghiera perché la regina Padmini aveva salvaguardato l’onore della sua famiglia.

Sullo stesso tema è basato il film Khamosh Pani (Aque silenziose) del regista pakistani, Sabiha Samar. Non molto lontano della frontiera con l’India vive la vedova Ayesha (Kiran Kher) con suo figlio Salim (Aamir), la quale si guadagna da vivere insegnando il corano ai bambini. E’ l’inizio del fondamentalismo islamico quando il generale Zia ul Haq fa impiccare il primo ministro Bhutto e si applica la legge islamica. Il film segue due filoni, narrativi. Il primo, l’attrazione della teoria islamica fondamentalista per i giovani e il secondo, l’arrivo di pellegrini Sikh dall’India per visitare il loro tempio vicino al villaggio. Salim, il figlio di Ayesha si avvicina ai fondamentalisti, mentre uno dei pellegrini Sikh, è il fratello di Ayesha, e cerca di contattarla.

Ayesha era una ragazza Sikh. Al momento della creazione del Pakistan, le famiglie Indù e Sikh del villaggio, mentre scappavano verso l’India, avevano chiesto tutte le donne delle famiglie di saltare dentro il pozzo per suicidarsi per “salvaguardare l’onore”. Ayesha, una bambina, era sfuggita, non voleva saltare dentro il pozzo. Rimasta sola nel villaggio, fu costretta a diventare musulmana e sposarsi con un ragazzo locale.

Quando Ayesha finalmente incontra il suo fratello, lei non è interessata a parlargli, “Non mi interessa parlare con te o di sapere come sta nostro padre. Se avete fatto morire tutte le donne della famiglia, per voi, anch’io sono morta quel giorno.”

In alcune parti del Pakistan, oggi “l’assassinio per onore” non è un crimine – ciò è se uccidi una ragazza della tua famiglia per “salvaguardare il suo onore” o l’onore della famiglia, o perché si è innamorata di un ragazzo o per qualunque altro motivo, ciò non è crimine. Alcuni gruppi in Pakistan stano lottando contro questa legge. Non è facile cambiare gli aspetti di una società che sono dentro il pensiero collettivo in maniera così profonda e radicata. Dall’altra parte, l’unico modo per cambiare le società è dal dentro, quando le persone che ne fanno parte, possono metterlo in discussione.

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Oggi due foto dal nuovo documentario del regista indiano, Arun Chadha, sull'educazione elementare per i gruppi indigeni dell'India.


giovedì 15 dicembre 2005

Pinter e Pintor

Fu Mariangela a introdurmi al mondo di Luigi Pintor.

Quando sentì che Harold Pinter ha vinto il premio nobel 2005 per la letteratura, il mio cervello ignorò la parola "Harold" e convertì "Pinter" in "Pintor". Wow! Ero proprio contento e volevo dirlo a Mariangela. Alla sera, a casa dissi a mia moglie che era strano che non se ne parlava di più in Italia, non è ogni giorno che uno scrittore italiano riceve il premio nobel. Per quanto ne so, l'unico altro vincitore italiano di questo premio (per la letteratura) è Dario Fo.

Comunque andai al sito del premi nobel per leggere il suo intervento di accettazione e fu soltanto allora che capì che il vincitore del premio è Harold Pinter, scrittore per il teatro, sceneggiatore e attivista politico. Già un anno fa in un'intervista sulla BBC, lui fu molto duro nella sua denuncia di Bush e Blair per la guerra in Iraq e chiedeva che entrambi fossi trattati per i crimini di guerra. Si può vedere questa intervista tramite internet.

Il suo intervento di accettazione del premio nobel, è altrettanto duro. Da una parte lui parla del proprio processo creativo e come i personaggio assumono la propria vita e non "obbediscono" più all'autore, dall'altra lui espone i propri pensieri politici. Secondo lui, le storie di repressione, crudeltà e morte in Unione Sovietica e sotto i regimi comunisti, sono stati ampiamente studiati e commentati, ma dall'altra parte, viene ignorato dagli studiosi, il ruolo giocato dall'America contro governi che vogliono portare i benefici legati all'educazione e alla salute ai propri cittadini, essi si trovano marchiati "comunisti" e l'America fa di tutto per distruggere questi regimi, sostituendoli con dittatori disposti ad ammettere multinazionali, ed a quel punto, iniziano le lodi dei benefici della loro democraticità.

E' un intervento molto duro e chiaro, non basato sulle emozioni, ma con degli esempi ragionati e razionali. Sicuramente, qualcuno l'avrà già tradotto in italiano, ma in tanto potete leggerlo anche in inglese al sito del premi nobel.

martedì 13 dicembre 2005

Diario londinese

All’inizio avevo sentimenti un po’ ambigui per la Gran Bretagna. Alla scuola avevo studiato la lotta per l’indipendenza dell’India dal regno coloniale inglese. In tante storie legate all’indipendenza dell’India, vi erano i buoni, come Gandhi, Nehru, Bose, Bhagat Singh, Rani Jhansi, ecc. ed erano i miei eroi. Dall’altra parte vi erano i cattivi, tra i quali i vari lord inglesi. Spesso questi racconti erano unidimensionali e raccontano soltanto una parte degli eventi. Per esempio, questi racconti non raccontavano come mai un numero così ristretto di inglesi riuscì a dominare un paese con milioni di abitanti, per cui dovevano per forza essere assistiti da altri gruppi di indiani, i quali preferivano aiutare gli inglesi pur di schiacciare i propri nemici!

“Dividi e Regna”, era il mantra degli inglesi furbi, raccontano questi testi, ma evitano di assumere le proprie responsabilità perché per avere successo questo mantra aveva bisogno di gruppi pronti a dividersi.

Comunque, 20 anni fa quando andai a Londra per la prima volta, non avevo ancora elaborato molti di questi pensieri e l’idea di andare al paese che pensavo di odiare per la sua storia mi turbava, anche se cercavo di nasconderlo.

Oggi penso che sicuramente gli inglesi avevano le loro colpe e avevano sfruttato l’India in maniera crudele e spietato. Dall’altra parte, la loro presenza ha dato il suo contributo al sistema educativo, al sistema sanitario, alla rete ferroviaria, e tante altre cose dell’India. Comunque, sia nel bene che nel male, tutte queste cose erano fatte dagli inglesi di quel epoca, e gli inglesi di oggi, figli e nipoti e bisnipoti di colonialisti, i quali avevano amato e/o odiato l’India, sono persone diverse. Penso che bisogna guardare e ricordare la propria storia, ma non aggrapparsi ad essa, sopratutto non per odiare o per cercare vendette.

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Sono stato a Londra così tante volte che non me li ricordo tutte le visite, ma non ero mai stato a Covent Garden. Dovevamo andarci per la serata di cena ufficiale della riunione. Quando siamo partiti dall’hotel con l’autobus, pensavo di andare verso un giardino. Invece quando il nostro bus si è girato nella zona del centro, dove ero già stato molte volte, ho avuto un attimo di confusione. Covent Garden è un giardino solo in nome, in verità è la zona del mercato orti-frutticolo e pieno di negozi. Dopo ho pensato che forse Elisa Doolittle del celebre film My Fair Lady incontrava il suo professor Higgins proprio al mercato di Covent Garden, e dovevo ricordarmelo.

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Sono andato per una passeggiata lungo la Tamigi e mi sono perso. Penso di aver camminato per circa 8-10 km quel pomeriggio, e avevo le gambe che non mi reggevano più. Ho camminato per circa 4 ore senza sosta. Alla fine ero esausto, ma mi sembra di aver visto una Londra diversa, una città di nonni con i nipotini, una città di innamorati, una città di salutisti pieni di energia. Ho trovato le tombe della chiesa di All Saints, vecchie di 200-250 anni.
Non penso di volerlo rifare, ma era bello. E’ la stessa sensazione che avevo quando ho fatto le scale per andare a San Luca. Bello si, ma non vorrei rifarlo!


Domenica 11 mattina, vi è stato un grosso incendio al deposito di petrolio a circa 30 miglia da Londra, che ha creato una nube nera e densa larga 75 km. L’ho saputo solo lunedì mattina mentre tornavo a Bologna. Ma domenica sera, ero a Trafalgar Square e vedevo questo grosso nube nero dietro l’edificio dell’opera e mi dicevo che dava una particolare luce alla scena, molto bella e molto particolare.
Come turista che scatta le foto, posso pensare che la nube nera sia bella. Invece, se penso come cittadino o agricoltore che si preoccupa dei polveri acide che andranno ad impregnare tutto, non penso che vedrò la sua bellezza!

venerdì 2 dicembre 2005

Assassino di Gandhi

E' morto Gopal Godse. Aveva fatto 18 anni di carcere per aver cospirato all'assassinio di Mahatma Gandhi. Era suo fratello maggiore, Nathuram Godse, il quale aveva premuto il grilletto e fu impiccato.

Gopal Godse non si è pentito del suo gesto fino alla sua morte. "Se potrei, lo rifarei", diceva. Lo smembramento della sua "nazione", la creazione di Pakistan e l'accettazione dell'idea che musulmani non potevano vivere in una società multi religiosa come India, erano alcune questioni che lui non accettava. In un'intervista prima di morire disse, "Se amare il tuo paese è un peccato allora puoi dire che avevamo sbagliato. Il nostro sogno è di riunire la nostra grande nazione (India e Pakistan) anche se ormai vi vorranno delle generazioni che ciò avvenga." Secondo lui se Gandhi si sarebbe opposto allo smembramento dell'India, gli inglesi non l'avrebbe fatto. "Invece di opporre, lui acconsentì e accetto di dare 55 miliardi di rupie come "donazione" a quel nuovo paese delle serpi, il quale ha subito ci ha attaccato per ringraziarci! Se musulmani non potevano vivere in India e avevano bisogno di un loro paese, come mai oggi in India abbiamo più musulmani che in Pakistan?"

Il trauma dello smembramento del subcontinente indiano ha ancora oggi, dopo 58 anni, alcune ferite aperte che si risvegliano periodicamente. Si pensa che 1 milione di persone morirono in quei giorni e 20 milioni di persone avevano perso case e tutto quello che avevano per diventare dei rifugiati.

K. P. S. Gill, famoso capo della polizia indiana, ha scritto un bel articolo su Heartland, la rivista inglese di Limus, dove lui ripercorre le lotte per motivi religiosi in India e conclude che con il passare degli anni, il numero di questi disordini è in diminuzione. Spero che sia vero.

Comunque, anche oggi i sentimenti verso l'apostolo di pace, Mahatma Gandhi, venerato in tutto il mondo, sono spesso ambigui in India. Mentre tutti sembrano riconoscere il significato profondo del suo messaggio di "satyagraha" (la lotta per la verità) e "ahimsa" (non violenza), molti indiani lo ritengono corresponsabile della partizione dell'India e la perdita di tante vite umane, oltre a creare una nuova ferita al fianco dell'India dove si periodicamente scoppiano le guerre e i due paesi con milioni di poveri, spendono preziose risorse per costruire bombe atomiche.

Personalmente penso che nessun politico aveva pensato che la creazione di Pakistan avrebbe portato a tanto spargere di sangue e forse molti pensavano che era una cosa temporanea, niente di significativo. Penso che quando parlava Jinnah, il responsabile del partito lega musulmana, molti indiani non lo prendevano sul serio, un po' come succede qui quando Bossi parla della sua nazione del nord!

giovedì 1 dicembre 2005

Leggi incivili

Tutte le sere i telegiornali parlano di deficit, del calo del PIL e della bassa crescita economica. Forse sono ingenuo, ma non mi sembra molto logico il sistema che parla sempre di crescita di questo o di quello? Non sarebbe opportuno parlare di equilibrio piuttosto che della crescita? Serge Latouche e Touadi hanno scritto articoli provocativi su questo argomento.

La crescita esponenziale non lo possiamo pretendere per noi e poi lamentare che i paesi emergenti, Cina, India e Brasile in testa, stanno seguendo lo stesso sentiero e stanno rovinando l’ambiente!

Penso che “salvaguardia della legalità” delle leggi internazionali legate ai brevetti, ai copyright e ai diritti di proprietà intellettuale sono un modo crudele e spietato di salvaguardare le proprie ricchezze e i propri vantaggi, un po’ come le case dei ricchi in Brasile circondate da alte mura, filo spinato elettrizzato e guardie con le mitragliatrici. Ne anche Bush potrebbe insistere che queste leggi sono basate sui principi di uguaglianza, giustizia e equità. (Invece, se ci penso, lui si che potrebbe insistere, anzi direbbe che sono leggi divine, comandategli direttamente da Dio in persona!).

I governi coloniali varavano le leggi che consentivano schiavitù e il massimo sfruttamento delle colonie. Quando la metà del mondo è uscito fuori dal colonialismo, queste organizzazioni con le loro leggi erano già pronte. Se non si vuole che paesi più poveri usano tecnologie obsolete che inquinano molto di più, forse condivisione delle nuove tecnologie che inquinano meno dovrebbe essere obbligatorio e violazione delle leggi sui brevetti in questi casi dovrebbe essere la norma?

Un po’ come i farmaci contro l’AIDS.

Le leggi del mondo “civile” mi sembrano incivili se danno più peso al diritto di vendere e guadagnare piuttosto che al diritto di non morire per malattie che si possono curare facilmente.

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Oggi due foto da un recente viaggio a Quito in Ecuador – mi piace molto la foto dei compagni che prima del comizio politico fanno un po’ di musica per attirare il pubblico.


martedì 29 novembre 2005

E' arrivato l'inverno

A Delhi, l'inverno era la parte più bella di vivere in città. Persone di Delhi, trasferitesi a Bombay, spesso dicevano che gli mancava l'inverno di Delhi. Era l'occasione per tirare fuori maglioni colorati e le giacche che non potevi portare con il caldo. E poi, non faceva freddo sul serio. Durante i giorni più freddi, la temperatura poteva arrivare fino a 1-2 gradi ma più spesso le minime erano intorno a 7-8 gradi mentre le massime arrivavano fino a 14-18 gradi. Il problema era non avere il riscaldamento, per cui dentro le case tutti girano con i maglioni e si deve dormire con i spessi "rajai", coperte imbottite di cottone.

Da bambino non avevamo mai visto la neve. Invidiavo mia mamma quando lei ci raccontava della neve nelle montagne di Simla. Ogni tanto quando il cottone dentro i "rajai" vecchi formava duri grumi, si chiamavano gli uomini per sfilarli. Loro venivano con un bastone al quale erano legati dei fili come delle giganti chitarre e strofinavano i fili tesi in mezzo al cottone, facendo volare fiocchi di cottone per la stanza. Allora immaginavo che la neve dovrebbe essere come quei fiocchi. Era divertente raccogliere tutti i fiocchi e metterli dentro i "rajai".

Durante l'inverno, da bambino le dita di miei piedi si gonfiavano come il pane nel forno. E diventavano rosse con un prurito infinito. Anche se oggi penso che non faceva molto freddo, avevo tanto freddo.

Forse per questo, ogni anno in India appena comincia fare un po' di freddo, iniziano ad arrivare le notizie dei poveri trovati morti lungo le strade.

Ricorderò per sempre il mio primo incontro con la neve. Ero all'ospedale di Vicenza ed era ottobre. Quando ho visto i fiocchi di neve venire giù, sono corso fuori per sentirli sulla pelle. Invece adesso, quando nevica, penso alla fatica di camminare sulle strade sporche e ghiacciate.

Settimana scorsa ero a Ginevra. Aveva nevicato, c'era tanto vento e faceva freddo. Per il viaggio di ritorno passai da Monaco, tutta coperta dalla neve. La campagna intorno all'aeroporto sembrava una torta matrimoniale glassata. Quando siamo arrivati a Bologna, l'aeroporto era chiuso per la neve e siamo finiti a Pisa. Si, ormai l'inverno è qui.

Oggi le due foto sono da questo viaggio.


domenica 6 novembre 2005

Non nascono i bambini

Penso che la complessità umana fa paura ai contabili, agli amministratori, alle persone che misurano le cose in numeri. Meglio se si può simplificare, ridurre la complessità, identificare alcuni elementi essenziali applicabili universalmente, se si può rendicontare tutto con delle fatture chiare. E' razionale, è logico, è efficiente, è efficace, è reale, è giusto, si conclude dopo la riduzione della complessità ai semplici numeri.

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Una collega ha avuto il terzo figlio quest anno. Lei abita in un piccolo comune, che calcola le tasse dei rifiuti sulla base dei componenti dei nuclei famigliari in una casa. Così, quest anno, lei con i 5 componenti della sua famiglia ha superato la soglia e quest anno deve pagare 38% in più per queste tasse. Italia non fa figli, ma se qualcuno rischia, lo stato ti da una bella martellata per ricordarti di non farlo mai più, vero?

Sono molto efficienti e efficaci gli amministratori. Misurano totale dei rifiuti e li distribuiscono equamente tra le unità famigliari sulla base dei componenti di ciascuna famiglia. Ma ciò incentiva riduzione dei rifiuti da parte delle famiglie? Li aiuta a migliorare il proprio comportamento con la raccolta differenziata? No, non importa quanti rifiuti produci, tanto pagherai sulla base dei componenti del nucleo famigliare. Penso che in una persona sola o in una copia, si può produrre tonnellate di rifiuti e si può avere una famiglia di 5 persone, che ne producono molto meno.

Ma lo stato non può stare dietro a tutte queste complessità! In Svizzera si fa così, o almeno si faceva così a Basilea 10 anni fa - pagavi le tasse sulla base del tuo volume di rifiuti. Forse è complesso. Ma almeno si può calcolare solo i componenti delle famiglie con più di 18 anni, se si vuole aiutare le famiglie con i bambini piccoli?

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In ufficio, tutto il nuovo personale è assunto con contratti a tempo determinato. Solo dopo questa prova, qualche volta, si procede ad un contratto a tempo indeterminato. Ogni volta che ciò succede, le donne neoassunte rimangono incinta.

Cosa si fa per ridurre questa incertezza e insicurezza delle famiglie per aiutarli a fare più figli? Si assicura che non vi siano sufficienti asili nidi per i figli così se per sbaglio hanno osato avere un figlio, possono pentirsene?

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Anche in India si fanno meno figli oggi. Magari tra i poveri, tra le famiglie rurali, ancora oggi, fare tanti figli è normale, ma in città, con crescente numero di nuclei famigliari sempre più piccoli senza il sostegno della famiglia allargate, e con l'impossibilità di avere un minimo di comfort se la donna rinuncia al lavoro, si fanno meno figli.

Nessuno dei miei amici di scuola e di università ha avuto più di 2 figli. Ci ho pensato molto, ma non sono riuscito a pensare ad uno che abbia avuto tre figli.

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Oggi, due foto da Como.


sabato 29 ottobre 2005

Viaggiare senza fermare

Prima un giorno a Roma, poi 8 giorni a Delhi. Al ritorno, mi sono fermato a casa per 2 giorni, prima di ripartire per Ginevra. Pioveva quando sono arrivato, ma poi il tempo si è migliorato e così sono andato a fare una passeggiata lunga le rive del lago di Ginevra. Il lago era una meraviglia.


Lungo la riva, vi era una mostra fotografica per celebrare i 60 anni delle nazioni unite. Fotografo Uwe Ommer, residente a Parigi, ha girato il mondo per fotografare le famiglie dei vari paesi. Vi sono le famiglie povere e ricche, tutte vestite con i loro migliori vestiti colorati per farsi fotografare. India ha due foto - una di una famiglia del Rajasthan e l'altra, una famiglia sikh di Delhi. Italia ha una copia italo-tesdesca di una piccola città di toscana. Mi ha comosso questa mostra. Leggere le storie di queste famiglie, apparentemente così diverse, ma allo stesso tempo uguali per le loro paure, per le loro speranze.

Forse il fatto che Marco sta per sposarsi, mi fa pensare alla famiglia e al circolo della vita. L'autunno e le foglie gialle e rosse, pronte per cadere hanno un nuovo significato. I preparativi per il matrimonio sono già iniziati. Mia sorella a Delhi seguirà il tuttto, dato che arriveremmo solo 2 giorni prima del matrimonio. Marco avrà il vestito tradizionale. La famiglia di Atam, la futura sposa di Marco, vuole il rito tradizionale dei sikh. Mia mamma vuole i riti tradizionali indù. Per motivi pratici, bisogna avere anche il matrimonio civile. E Marco, dopo il ritorno in Italia, vuole anche un matrimonio in chiesa. Significa che faremmo festa quattro volte.

Tutti fanno i piani per i vestiti da comprare, per le danze e la musica da organizzare, per i riti tradizionali per divertirsi. Pinky verrà dall'America, Laura e Antonella verranno con noi dall'Italia. Sono contento che sono lontano e così non devo preoccuparmi per l'organizzazione delle mille cose che bisogna organizzare per coordinare il tutto, e allo stesso tempo mi dispiace.

Mentre giravo tra le foto della mostra fotografica a Ginevra, pensavo a tutto questo.

Tornai a Bologna alla sera tardi e poi, mi sono svegliato presto alla mattina per ripartire di nuovo, questa volta per Montesilvano (Pescara) per il nostro workshop sulla sessualità e comunicazione. La parte più bella del workshop era trovare tutti i vecchi amici riuniti da diverse parti del mondo - Daisy, Jose, Deolinda, Eliana, Sarmila, Tuki... La serata di danze e musica era molto bella. Una volta mi vergognavo a cantare e ballare. Non più. Ho capito che non sono goffo o sgraziato, almeno non più degli altri, e divertirsi senza preoccupare di cosa ne pensano gli altri è una bella liberazione. Forse diventare vecchi, ha i suoi vantaggi!

Comqune, alla fine sono a casa e non ho altri viaggi per 2-3 settimane.

Qui 2 foto della festa con (1) Eliana e Max dal Brasile e (2) Sarmila (Nepal) e Lameuel (Liberia):


domenica 16 ottobre 2005

Un'altra India

Alaknanda, dove sto in questi giorni, e' una delle zone dei benestanti di Delhi. Tutte le case hanno 2-3 macchine, alcuni hanno i guardiani. Le case sono belle e spaziose. Al nord c'e' Greater Kailash II, la zona di quelli che hanno ancora piu' soldi e le loro case sono ville di marmo.

Questo mondo ricco e comfortevole si regge sulle spalle di un'armata invisbile, che si muove come formiche - lavano le macchine, vendono verdure, portano i cani al passeggio, cucinano, aprono i cancelli, portano via le mondizie.

Se uno sta qui per un po', cominci a non vederli e se per qualche motivo, si intromettono nel tuo mondo, li guardi con un leggero fastidio. Loro vivono in mezzo alla richezza con gli occhi pieni di speranza, sognano un mondo cosi' per i propri figli. "Voglio che mio figlio studia e diventi un alto ufficiale", dice Shanti, la donna delle pulizie.

Ogni tanto i telegiornali parlano del ricco signore o la ricca signora, uccisa dal suo domestico, ma se vedi la marea di queste persone invisibili, ti chiedi, perche' non succede piu' spesso?

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Ero in un auto-ricscio' vicino Karol Bagh. Andare in auto-ricscio' e' un'avventura. Il paesaggio di Delhi sta cambiando, mettendo insieme il vecchio e il nuovo. In mezzo alla strada vi sono i pilloni in cimento armato, dove passera' la nuova metropolitana. Dietro alla collina si alza una statua gigante di dio Hanuman, che guarda giu' al nuovo passaggio del metro sui pilloni.

Alla giratoia, non c'e' nessuna regola, tutti i mezzi si buttono in mezzo - macchine, autobus, carri tirati da cavalli, biciclette. Ognuno cerca di avanzare un centimetro alla volta. Nessuno cede all'altro, se non e' proprio indispensabile, per non fare un incidente. Sembra che resteremmo bloccati per ore. Invece, dal caos, si riesce ad uscire senza grossa fatica. Mi meraviglia che non vi sono incidenti o feriti per strade. Dopo 200 metri, ad un incrocio, si ripete tutto di nuovo, tutto come prima. E poi, di nuovo all'incrocio successivo.

Sono sicuro che la teoria del caos ha le sue regole, che funzionano anche se forse, nessuno li sapra' spiegare.

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Ieri sera siamo andati a guadare la danza classica "Kathak".

Birju maharaj, il guru settantenne riconosciuto in tutta l'India era responsabile dello spettacolo che si e' tenuto in mezzo alle rovine di un'antica rocca in centro di Delhi. Le luci, i colori, lo sfondo delle rovine, la coreografia e la bravura dei danzatori - era un'esperienza meravigliosa.

Quando il guru e' apparso sul palcoscenico per dimostrare alcuni passi di danza e per spiegare l'inspirazione che lui si trae dalla natura per comporre queste danze, era incredibile. Il suo corpo si muove ancora con l'agilita' di un giovane.

Alcune foto da questa festa:


Il guru Birju Maharaj

venerdì 14 ottobre 2005

Dall'India

Sono a Nuova Delhi.

La tastiera e' diversa e non ci sono i tasti per i carratteri accentati. Dopo 4 giorni, comincio a abituarmi all'orario indiano e stamattina mi sono svegliato presto. Cosi' stamattina ho un po' di tempo per scrivere un appunto per il blog.

Si sta bene alla mattina e alla sera, quando le temperature scendono a livelli piu' ragionevoli, ma di giorno quando vi sono 35-36 gradi, non riesco a fare niente. Vorrei ne anche uscire fuori. Dopo domani, c'e' la maratona di Delhi e solo l'idea di correre con questo caldo, mi fa venire la sete. Comunque, e' vero che per gli altri qui, abituati al caldo, il peggio delle estate e' gia' passato e ormai il caldo del giorno e' piu' supportabile! Mi guardano con un po' di perplessita' quando dico che fa troppo caldo.

Il 12 ottobre c'era la festa di Dusshera. Dopo tanti anni, sono andato a vedere la cerimonia di bruciare il pupazzo del demone Ravan e i suoi fratelli - erano pupazzi di cartone enormi, pieni di fuochi di artificio e rumorosi pettardi. Ero insieme a Mika, la figlia di mia sorella. Quando il fuoco divampava e i pettardi scoppiavano, per un attimo sembrava il finimondo. Andavo a guardare questa cerimonia da bambino 35-40 anni fa e poi, l'avevo vista qualche volta in televisione. Essere li in mezzo alla folla, sentire l'eccitazione delle persone intorno, il rumore stordante dei pettardi, l'odore particolare dei fuochi di artificio era molto bello, anche se sicuramente inquinante.

Ma mi ha sorpreso la cerimonia di preghiera davanti al pupazzo del demone prima di dargli fuoco. Non mi ricordavo di averlo notato prima, il prete che pregava davanti al pupazzo e poi si chinava per chiedere la sua benedizione. E' solo in India che si puo' avere la cerimonia di bruciare i "demoni" perche' rappresentano il male ma allo stesso tempo, riconoscere che nel libro di "Ramayana" rappresentano persone istruite e saggie, le quali perdono la ragione e agiscono con azioni sbagliate!

domenica 2 ottobre 2005

Intubato

Amo essere "intubato", ciò è viaggiare per il tubo (metro) di Londra. Ultimamente, sembra che il sistema di trasporto pubblico perde colpi, sia per il pericolo bombe che per problemi di manutenzione e personale. Mi fa sempre impressione vedere quante persone leggono mentre fanno un viaggio nella metro. Non i fumetti o giornali, ma veri e propri libri. Anche maschi giovani.
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Sono uscito dalla stazione di Hammersmith. Pioveva. Non quella pioggerellina inglese che è endemica, ma una pioggia più vicina ai monsoni. Ho esitato per un attimo. Non avevo ombrello e anche se l'albergo non era lontano, sapevo che mi sarei bagnato completamente. Mi sono messo la cartella sulla mia testa e ho iniziato a correre. Mentre attraversavo King's street, una ragazza al ciglio della strada ha detto"Aiutate mi per favore". La guardai mentre correvo. Alta, cappelli neri a riccioli, bella. Tirava un carrello di spesa dietro. Non mi fermai. Le girai intorno e continuai a correre. "Si, andate lontani da me. Non avvicinate me", all'improvviso, la ragazza gridò. Guardai in dietro per un attivo, lei si era seduta per terra e piangeva disperata, "O dio, qualcuno per favore mi aiuti". In torno a lei, sotto la pioggia, la folla londinese le girava intorno e proseguiviva. Continuai a correre finché ero lontano e non sentivo più il suo pianto disperato.

Mentre ero in letto caldo, vidi che la pioggia aveva smesso. Posso andare a vedere se c'è ancora, mi sono detto. No, ormai, non sarà li, qualcuno l'avrà sicuramente aiutato, ho pensato. E tornai nel mio letto.
Un giorno, quando sarò solo e disperato, spero che gli altri non saranno così crudeli e indifferenti con me.

Nella foto Hackney Marshes a Londra dove vi sono 87 campi da calcio, uno accanto all'altro, e dove anche David Beckham aveva giocato.

Mentre scattavo le foto intorno al Buckingham palace, ho visto il poliziotto alzare la mano a puntare il dito verso me. Forse pensava che fossi un terrorista? Il mio primo impulso era di mettere via la macchina fotografica e andare via. Ma sono rimasto li. Il poliziotto è venuto verso di me, davanti a me si è chinato per prendere un pezzo di carta color verde lasciato sulla ringhiera e poi, è tornato dalla guardia reale, gli ha alzato la giacca e messo quel biglietto nella sua tasca. Anche se la guardia non si è mosso, ha fatto un piccolo sorriso. Forse era il biglietto della sua ragazza e il poliziotto faceva solo il cupido?
Queste due foto di Reagent park mi piacciono. Nella prima il canale dentro il centro di Londra, dove giravano le barche e nella seconda, sotto, le anatre a riposo, tutte dormivano.

giovedì 22 settembre 2005

Gli inglesi

Ho visto dei documentari molto interessanti a Londra sulla BBC e mi chiedevo perché la Rai non fa mai cose simili? Un po' penso che sia la questione culturale. La cultura inglese (e forse l'americana ancora di più) è una cultura lineare, A porta a B e B porta a C, e non vi sono né i ma o sebbene o forse o però ecc. Così gli inglesi pensano che si può imparare tutto basta avere le istruzioni chiare. Questo è il mondo di DIY o Do It Yourself (fai da te). Puoi avere i manuali che ti insegnano a costruire una scatola o i manuali che ti spiegano come costruire una casa. I documentari che mi sono piaciuti, forse non è giusto chiamarli documentari, forse rientrano in quel genere di programmi tipo Mi Manda Rai 3.

Il primo programma che mi è piaciuto seguiva una copia, la quale aveva deciso di cambiare lavoro. Prima il marito lascia il suo lavoro in banca per aprire un ristorante. La moglie continua a lavorare in un'azienda ma gli dà la mano alla sera. Per un periodo di 6-7 mesi, sono seguiti da una squadra di BBC, che ti spiega quello che sta succedendo, se gli affari vanno bene, cosa pensano i clienti del ristorante, cosa ne pensano i concorrenti, perché il ristorante perde soldi, come potrebbe fare un profitto, ecc. Poi vi erano le interviste con i diretti interessati, i quali spiegavano i propri punti di vista di come vedevano lo sviluppo del loro ristorante.

Alla fine, quando i due protagonisti hanno confessato che ormai avevano mangiato tutti i loro risparmi e che il loro ristorante era insostenibile, mi dispiaceva per loro ma avevo anche capito alcune cose sulla gestione dei ristoranti che altrimenti non ci avrei mai pensato.

Un altro programma che mi è piaciuto era quello dove c'erano dei concorrenti, ciascuno dei quali riceveva dei soldi per comprare cose ad un mercatino di antiquariato. Alla fine hanno fatto i bilanci, controllando tutte le cose acquistate, ragionando sul loro effettivo valore, se erano autentici o meno, e poi ha vinto il concorrente che aveva guadagnato di più acquistando con i suoi soldi, cose più genuine e preziose. Mi è sembrato un modo interessante per ragionare sul concetto di antiquariato, cosa è che aumenta il valore delle cose, perché spesso non valorizziamo quello che abbiamo in casa o in cantina.

Molti di questi programmi sono disponibili anche via internet all'indirizzo dell'Open University di Londra, ma purtroppo, non come filmati.

A Londra parlavo di Camilla con alcuni amici. Camilla, la moglie del principe Carlo. Sono rimasto sorpreso dai commenti caustici verso la signora. E' vero che Camilla non è una bellezza - una volta mi faceva pensare ad una cavalla simpatica, ma mi piace. E penso che sia molto romantico il fatto che il loro amore, così contrastato, ha saputo superare tanti ostacoli. Non capisco come uno può pensare male di un amore così. Forse una volta eravamo più romantici?

Avevo incontrato la principessa Diana, 8-9 anni fa, qualche mese prima del suo incidente fatale. Ero rimasto incantato da lei, non riuscivo a toglierle gli occhi dal suo viso. Ma oggi quando la penso, mi sembra meno bella di Camilla. Mi dispiace per i poveri inglesi che non possono apprezzare Camilla. La foto di oggi è per ricordare quel'incontro con la Lady Diana. Chissà se un giorno incontrerò la lady Camilla?

martedì 20 settembre 2005

Mele con i bollini

Odio la frutta con i bollini. Quelle cose rotonde, appiccicose che si attaccano sulla frutta per dire che la frutta è di marchio. Odio dover staccare questi bollini perché a parte arance e banane, preferisco mangiare la frutta con la buccia.

E penso a tutti i bollini che si attaccano alla frutta. 1 cm alla volta, multiplicato per milioni e milioni di volte. Così quel piccolo bollino diventa un nastro di plastica che coprirà tutta la superficie di tutte le strade di Italia. E cosa serve? Per ricordarti che hai comprato la frutta dalla Coop o che la mela che mangi è venuta da quella particolare azienda? Veramente decidi di comprare le mele solo se queste hanno un bollino? E se tutte le mele avranno il bollino, come fai a decidere? Forse siamo già arrivati a quel punto, dove ormai tutte le mele hanno un bollino. Cosa ne dici di vendere le tue mele senza bollino per farli sembrare diverse dalle altre?

Ma quanto sono stupido! Non penso al prodotto nazionale lordo. Italia è in crisi. Ci servono le aziende. E quelli che lavoranno nella ditta che fa i bollini, poverini anche loro devono lavorare. E dobbiamo seguire il mercato, non possiamo lasciare che i nostri prodotti siano visti come inferiori. E simili cazzate al infinito. Immagino che alla fabbrica dove si fanno i bollini di plastica, sarà tutto automatico.

E inutile tonnellate di rifiuti che produciamo? E la colla appicciocsa che si usa per attaccarli, siamo sicuri che non abbia sostanze chimiche? E perché sprecare soldi per qualcosa che non serve a nessuno?

Ho una proposta - boicottiamo tutta la frutta con il bollino.

Fuori piove. Ormai l'autunno è qui. Per cui 2 foto da "Per tot", la parata estiva di Bologna per ricordare l'estate. La prima maschera potrebbe essere quella della terrà, schiffata per tutti i bollini che andiamo a appiccicare sulla frutta?


domenica 18 settembre 2005

Londra, dopo le bombe

Torno a Londra dopo 2 mesi. Ultima volta ero rientrato da Londra, un giorno prima delle bombe nella metropolitana. Sono curioso di vedere se le bombe hanno cambiato la città. Ne parlo con gli altri, quelli che vivono a Londra. "Si è cambiato", quasi tutti concordano.

"Nella parte centrale, alla sera era piena di gente, si andava ai pub per bere una birra, oggi è sparito tutto. Dopo le 7 le strade sono deserte. I pub sono vuoti", un'amica racconta.

"Il metro ha meno persone, sopratutto il giovedì", dice un'altra, "vi sono più bici e moto sulle strade."

Ma non vedo questo cambiamento. Alla sera, torno dopo la cena sotto una leggera pioggerellina classicamente inglese e le strade sono piene di persone, i pub non sono straripanti di persone, ma non sono ne anche vuoti. Il metro nell'ora di punta è così piena che faccio fatica a respirare. Il Stansted express, è forte sulla pubblicità come sempre, "Al centro di Londra in 45 minuti", ma in verità sembra un treno locale di Bombay, si ferma ogni tanto e fa il viaggio in un'ora e 10 minuti. Alle belle stazioni di metro si annuncia che tale linea è chiusa, quell'altra è in ritardo, sembra che manca personale.

Dopo la riunione vado al Millennium bridge, il primo ponte di Londra costruito dopo circa 100 anni. Al Tate gallery c'è la mostra di Frida Kahlo. Sono affascinato dal colore dei cappelli della signora di una una copia "punk". Le nuvole scure sembrano toccare il Tamigi. Hanno celebrato i 100 anni del funerale del generale Nelson nella mattinata con una processione di barche sul Tamigi. Il giorno dopo, inizierà il festival di Tamigi con mercatini e spettacoli lungo il fiume.

Alla mattina, mi sveglio per le voci che vengono da una delle case dietro al mio hotel. Una coppia litiga. "Fuori di qui, fuori, fuori...", la donna sembra un vecchio 33 giri, incantato. Dopo un po' le cose si scaldono. "Fottiti puttana" .... "Figlio di puttana, non ti voglio, lasciami subito...". Penso se uno di loro ammazza l'altro, forse mi chiameranno a testimoniare? Mi preparò la valigia e lascio la camera, mentre la coppia continua a litigare.

Nuvole su Tamigi

La copia punk davanti alla Tate gallery


Il Millennium bridge, il nuovo ponte inaugurato dalla regina nel 2000

giovedì 15 settembre 2005

Il mondo come era

Ho ricevuto un email, dove si parla del mondo e del nostro modo di vivere di una volta. Penso che si collega in qualche modo con il discorso che facevo sul mondo senza batteri che si vorrebbe promuovere oggi:

Se eri un bambino negli anni 50, 60 e 70 Come hai fatto a sopravvivere ?

1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale... 7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile .
9.- La scuola durava fino alla mezza , poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà ).
10.- Ci tagliavamo , ci rompevamo un osso , perdevamo un dente , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti , pane olio e sale , pane e burro , bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...
12.- Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali , videoregistratori , dolby surround , cellulari personali , computer , chatroom su Internet ... Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico , suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis , si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma .
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà , fallimenti , successi , responsabilità ...
e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere ? ed a crescere e diventare grandi ? .

martedì 13 settembre 2005

Un mondo senza batteri?

Da bambino in India, io imparavo che ciascuno di noi è in questo mondo con un suo preciso scopo. In questo "ciascuno" rientrano tutti gli esseri. Non devi uccidere gli altri esseri è il cardine dei Gianisti, una delle religioni indiane, dove i santoni gianisti vanno in giro con una stoffa per coprire il bocca perché ne anche per sbaglio vorrebbero commettere il peccato di uccidere gli esserini invisibili. E' comune vedere le donne che mettono farina vicino le formiche, perché per loro nell'equilibrio del mondo, c'è un posto anche per le formiche.

Così quando vedo la pubblicità per tutti i prodotti per rendere la tua casa sterile, mi sento un po' disturbato. Che bisogno c'è per i detersivi o prodotti per pulire i pavimenti con proprietà antibatteriche? I batteri non sono necessari per l'equilibrio della natura? Se bambini non verrano in contatto con i batteri normali, come si svilupperà il loro sistema imunitario? O smetteremo di portarli fuori dalla casa, nei parchi o sulle giostre perché il mondo è pieno di batteri?

So che l'uso scorretto degli antibiotici è responsabile per lo sviluppo dei ceppi resistenti dei batteri. Vi sono dei batteri che ormai non rispondono a nessun antibiotico. In questa situazione, vendere questi detersivi che ammazzano i batteri non sono rischiosi per lo sviluppo di nuovi ceppi di batteri, questa volta davvero nocivi per la salute umana? O forse ormai, tutto viene deciso da venditori, i quali hanno più diritti di altri noi, esseri consumatori?

Per protestare contro questa pubblicità che vuole rendere il mondo sterile e senza batteri, ecco due foto di una natura piena di batteri (spero)!


lunedì 12 settembre 2005

4 anni fa

Ieri mattina, quando mi sono svegliato, il mio primo pensiero era che dovevo mandare un messaggio alla Mariangela per il suo compleanno. Poi ho pensato alla marcia Perugia-Assisi, alla quale avrei voluto andare ma ho dovuto rinnunciare perché dovevo partecipare ad una riunione. In pomeriggio, quando sono tornato a casa dopo la riunione, casualmente ho accesso la TV è ho trovato il film sull'11 settembre 2001, fatto di tanti piccoli film girati da diversi registi provenienti da tante parti del mondo. Come avevo fatto a dimentare che era l'11 settembre?

Le emozioni di quel 11 settembre sono ancora vive. Il film rappresenta i diversi aspetti di quelle emozioni. Il marine americano, il kamikaze palestinese, le persone che si lanciano giù dalle torre gemelle, le grida dei passeggeri dai cellulari prima dell'impatto degli aerei, le ragazze serbe che ricordano le proprie stragi, l'esule cileno che ricorda la cinica politica statiunitense che disfa i governi degli altri paesi se li giudica favorevoli alle proprie politiche, l'eticchetta del terrorista attaccato sulla fronte delle famiglie musulmane di New York, ecc., sono tutte immagini evocate dal film, già più o meno conosciute. Invece mi piace il film sull'insegnante del villaggio che cerca di spiegare la tragedia ai piccoli bambini vicino la fabbrica dei mattoni, dove la ciminiera serve come metafora delle torri. E mi piace quello sulla ragazza sordomuta, arrabbiata con il suo ragazzo che vuole un miracolo. E mi piace il sogno dei ragazzi di Burkina Faso, di catturare l'Osama Bin Laden.

Anche le mie memorie di quell'11 settembre, sembrano un episodio di quel film. Le ore passate all'aeroporto Malpensa di Milano nell'attesa del volo per il Libano, le persone che chiudevano i negozi per paura, le immagini sugli schermi delle televisioni e la paura per mia madre che quella mattina viaggiava per il Washington DC.

E penso alle foto del 1996 nel nostro album delle vacanze in Stati Uniti. A quella coppia che si era sposata nell'atrio delle torre gemelli o forse era venutali dopo il matrimonio per farsi fotografare. E penso a quel viaggio del 2002 al "gound zero", e le magliette e i cartelloni sbiaditi dal sole, esposti intorno al cratere, dove una volta stavano le torri gemelle.

Guardano giù dalla cima delle torri gemelle

Il matrimonio nell'atrio delle torri gemelle

sabato 10 settembre 2005

John Grisham a Bologna

Sono riuscito ad avere un permesso per andare a sentire lo scrittore americano, John Grisham. L'aula grande di Santa Lucia con tutto il suo splendore era piena. C'era anche il sindaco Cofferati, il quale ha consegnato una targa della città allo scrittore.

Grisham parlò della sua visita a Bologna nel luglio 2004, quando lui cercava una piccola città dove poteva nascondersi l'eroe del suo nuovo libro e disse di essere rimasto comosso davanti al muro della sala Borsa tappezzato dalle foto dei ragazzi morti per la resistenza.

La domanda che io avrei voluto fare relativa all'opinione dei critici riguardo le sue capacità letterarie, arrivò anche se in maniera indiretta ma era l'unico momento che vide Grisham perdere la calma, "I critici possono andare in inferno. Cosa ne sanno della scrittura popolare? Prima mi criticavano che tutti i miei libri hanno la stessa formula, ora criticano che non seguo la formula..."




In tanto si era messo a piovere con lampi e tuoni e quando sono u0cito fuori dall'aula, pioveva forte. Camminai fino alla via Saragozza e pensavo che continuano a parlare del peggioramento dell'ambiente e il bisogno di usare i mezzi pubblici o le biciclette, ma secondo me, oggi a Bologna ci sono meno biciclette di 15 anni fa. Perché non costruiscono più piste ciclabili?

Anche quando fanno le nuove strade, non c'è nessuna attenzione a fare nuove piste ciclabili. E' vero che molti parchi hanno le piste ciclabili ma per non usare la macchina, anche le altre strade devono avere le piste, altrimenti le macchine che sfrecciano così veloci e tutte le nuove giratorie che stanno sostituendo i semafori, rendono la vita dei ciclisti impossibile.

E poi pensavo a tutti i marciapiedi, senza le piccole rampe per salire o scendere! Posso soltanto immaginare come devono sentirsi le persone sulle sedie a rotelle, in mezzo a tutti questi figli di schumacher nelle macchine che si sentono impazienti se devono rallentare per una bicicletta o una sedia a rotelle.

giovedì 8 settembre 2005

Scrittura o letteratura?

Domani ci sarà lo scrittore americano, John Grisham, all'università di Bologna. Riceverà un premio dal sindaco Cofferati perché il suo nuovo libro è ambientato a Bologna. Per scriverlo, Grisham ha vissuto a Bologna per un po' di tempo. Si spera che questo suo libro, porterà più turisti a Bologna. Non so se per i suoi propri meriti, il sindaco avrebbe scelto Grisham per un premio!

Grisham è stato criticato perché scrive pulp fiction, libri spazzatura, libri per passare il tempo ma non letteratura seria. Anche se aveva venduto milioni di libri e forse guadagnato milioni di dollari, è rimasto un po' male da questa critica. Alla fine, ha deciso di cambiare stile e di scrivere "letteratura". Mi sembra che questi libri più seri, non hanno avuto altrettanto successo, di quelli spazzatura. Ma forse quando hai già tanti soldi, non ti interessa tanto vendere altri libri! Personalmente, ho letto alcuni dei suoi libri all'inizio con molto piacere ma da qualche anno, li trovo noiosi - prendo i suoi libri dalla bibliotecca e poi li restituisco senza finire di leggerli. Speriamo per il sindaco di Bologna che il suo nuovo romanzo, sia un libro popolare e che avrà più successo.

A questo proposito, chi o cosa è che fa diventare un libro "letteratura"? Il modo di scrivere o il linguaggio o il tema o il trattamento del tema? Forse una delle regole per decidere è se la gente riesce a capire quello che hai scritto. Se la risposta è si, allora non è letteratura.

Un altro criterio potrebbe essere, se lo scrittore è vivo o morto? Scrittori morti hanno maggiori possibilità di essere considerati meglio di quelli vivi. La stragrande maggioranza di scrittori nelle lingue indiane fanno fatica a sopravvivere soltanto con le entrate dovute ai loro libri. Spesso devono cercare un altro lavoro per mantenere le famiglie. Penso che per molti di loro, e ancora di più per le loro famiglie, diventare scrittori spazzatura ricchi e famosi sarà considerato meglio di essere scrittori seri ma poveri? Cosa ne pensate?

Alla fine ho ricevuto un primo commento per questo blog. Ormai era sicuro che tranne per Mariangela (e me) nessuno lo leggerà. Grazie anonimo commentatore per esserti fermato alla mia porta e per aver lasciato un segno del tuo passaggio!

Per festeggiare, ecco due giardini nascosti di Bologna, fotografati con un teleobiettivo dalla torre di Bologna. Qui ovviamente c'è una grossolana violazione di privacy, ma spero che i padroni di questi giardini mi perdoneranno.


domenica 4 settembre 2005

India e Italia

Seema Sirohi, una giornalista di una delle riviste indiane in inglese più lette nel paese, Outlook, scrive, "Si dice che nessun paese occidentale somiglia all'India come l'Italia. Entrambe hanno civilizzazioni antiche con il senso del tempo che si misura non in centenari ma in millenni, dove l'amore per la bellezza può essere un'opera squisita come la pietà o un monumento all'amore, il Taj Mahal; dove la famiglia viene prima di tutto seguito subito dalla religione. Santi protettori sono numerosi in Italia, e ogni cittadina vuole la benedizione del proprio santo patrone, molto simile ai dei e le dee prese così seriamente in India. Vi sono rivalità intense tra le città perché hanno santi patroni diversi. Poi vi è la lingua, piena di passione e le parole piene di espressione, la sua cadenza ti obbliga ad ascoltarla con attenzione anche quando non la capisci. Un po' come ascoltare all'urdu di Luknow o il bengalese di alta società."

Non so quanti italiani concorderanno con quest'analisi delle somiglianze tra l'India e l'Italia!

Oggi due foto da un viaggio nello stato di Yunnan in Cina:


venerdì 2 settembre 2005

Affrontare le differenze

Le mie ferie sono quasi finite. Siamo andati a Schio per 4 giorni. Da Schio abbiamo fatto qualche gita nei dintorni - Tresca, Conca, Asiago, Roana, Lavarone, Vicenza, Bassano del Grappa, Marostica ...

Quanti stranieri si vedono in giro adesso. Anche a Schio. Le piccole comunità stanno cambiando e sono costrette a fare conti con la diversità delle culture e delle religioni, ma qual'è la strategia per affrontare questo impatto con la diversità? In questi giorni, ho sentito il richiamo ai valori cattolici e le radici cristiane delle società da parte di qualche esponente politico e ho letto il nuovo libro di Magdi Allam con la sua testimonianza contro terrorismo e contro il fondamentalismo. Ma penso che ancora manchi il vero dibatito sulle strategie. Le persone di altre culture e religioni sono una realtà che non potrà essere cambiata, semmai diventerà sempre più acuta.

Uno dei punti critici è trovare l'equilibrio tra il rispetto per le diversità e la salvaguardia della cultura d'origine dei nuovi arrivati da una parte, e dall'altra, il bisogno di assicurare che la comunità sia unità e non frammentata in ghetti isolati. Pratiche culturali e/o religiose, contrari alla dichiaraizone dei diritti del uomo, devono essere vietate e ogni transgressione punita con severità.

Concordo con la strategia francese di separare lo stato e la religione, così le scuole pubbliche non devono avere simboli religiosi. Le scuole gestite dai religiosi avrano questi simboli, ma tutti devono seguire il curriculum scolastico nazionale definito dal ministero dell'educazione, compreso l'obbligo di imparare l'italiano.

La questione fondamentale è se le scuole, pubbliche o religiose, devono parlare della religione ? Penso che sarebbe bello se tutte le scuole devono avere un'ora di religione obbligatoria per tutti studenti, dove tutti devono imparare sulle varie religioni, non solo sulla propria, e dove si dovrebbe avere la possibilità di discutere in maniera critica la storia dell'umanità collegata alle religioni e vedere quante guerre, quante sofferenze sono state create per le religioni.

Ma ho paura che nessuno vuole sentire critiche verso la propria religione - tutti pensiamo di essere perfetti, sono sempre gli altri che sbagliano!

Qualche foto da questo ultimo viaggio in Veneto.


Conca (vicino Asiago)

Schio

Giardino Salvi, Vicenza

domenica 28 agosto 2005

Amici Assoluti

Oggi ho finito di leggere “Amici Assoluti” di John Le Carrè. Il libro è una critica molto feroce dell’asse Bush-Blair. Fino a 5 anni fa, lo pensavo come uno scrittore pro-establishment inglese con i suoi libri sulle spie e la guerra fredda. Poi il suo libro “Il Giardiniere Tenace” era una denuncia delle grandi multinazionali dei farmaci, dipinti nel libro come entità senza scrupoli e senza etica, volti allo unico scopo di aumentare i profitti.

“Amici Assoluti” è la storia di Mundy e Sasha, uno inglese e l’altro tedesco, spie sui due lati della cortina di ferro negli anni della guerra fredda, ma uniti dai legami di amicizia. La caduta del muro di Berlino presto porta alla delusione che non ci sarà nessuna libertà dalle forze di globalizzazione economica delle grandi corporazioni e il libro chiude sullo scenario di neoconservatori fondamentalisti americani in collusione con i terroristi, perché terrorismo serve alla politica di guerre preventive e occupazione di nuovi territori, dove le mass media sono servitori di bugie. Non sembra la premessa per un libro avvincente ma invece lo è anche se il concetto di amicizia assoluta tra due uomini lungo un periodo di 4 decadi non sembra molto convincente nonostante tutta l’abilità letteraria di Le Carrè.

Il libro usa parole molto feroci nei confronti di Bush-Blair e presenta una delusione dei servizi segreti inglesi contro le politiche del proprio governo. “ .. la nazione lugubremente malgovernata per la quale ho fatto “un po’ di questo e un po’ di quello viene mandata a reprimere gli indigeni sulla base di una caterva di menzogne, al solo scopo di compiacere una superpotenza rinnegata che pensa di trattare il resto del mondo come se fosse il suo orticello. … Ho sentito dire che il vostro piccolo primo ministro non è il barboncino del presidente americano bensì il suo cane da accompagnamento per non vedenti…Ciò che conta, per quanto riguarda i nostri padroni e signori – che siedono a Washington o a Downing Street è lo stesso – è che questa splendida operazione avrà un ruolo vitale nell’impresa di riportare l’Europa e l’America su posizioni vicine nel nostro mondo unipolare..”

E’ un libro da leggere anche se alla fine fa sentire ancora più pessimisti sul futuro del pianeta. Per sollevare il morale, ecco, qualche foto di Bologna.



sabato 27 agosto 2005

Artisti di strada

Mi piacciono molto gli artisti di strada. Delle volte vi sono quelli che suonano a meraviglia. Una volta avevo sentito uno suonare Bolero mentre scendevo le scale alla stazione di metro a Piccadilly Circus a Londra e solo la memoria mi fa drizzare i peli. Era una cosa incredibile. Sto male quando vedo persone che rispondono in maniera maleducata a questi artisti.

Per cui, erano anni che mi dicevo che dovevo andare al busker festival di Ferrara che richiama i migliori artisti di strada da tutta l'Europa. Alla fine, ieri sono stato a Ferrara a questo festival. Non ero mai stato a Ferrara, ciò è, ero stato una volta per una conferenza ma quella volta non avevo visto niente. Invece questa volta visitai il centro che ha una scenografia molto bella. Ieri, questa scenografia era ulteriormente arricchita dai buskers.


In ogni angolo di strada, ogni spiazzo vi erano gli artisti di strada, circondati da tanti, tanti turisti. Il trio portoghese che suonava jazz, una madre e figlia francese cantanti con delle voci incredibili, una signora irlandese con un vestito medievale che suonava l'arpa, i clown e quelli vestiti come faraoni o altri, i gruppi brasiliani con le loro allegre danze.. Ma mi è piaciuto più di tutti il gruppo delle ragazze spagnole, le quali hanno ballato il flammenco e poi cantato canzoni spagnole.



Non tutti gli artisti trovavano il pubblico. Mi dispiaceva per loro e mi fermavo di più vicino a loro. Era impossibile vederli tutti, dietro ogni angolo c'era un altro e poi un altro e poi ancora. Ma dopo 4 ore di camminate, ero stanco e felice.


Il mio blog in Hindi continua ad essere seguito da più persone. Sono già apparsi su alcuni siti indiani i referimenti a questo blog. Ieri ho trovato un referimento anche al mio blog in inglese. Arrivano anche più email delle persone le quali vogliono parlare delle cose che avevo scritto sul blog. Da una parte mi fa piacere che più persone lo leggono, ma dall'altra mi fa sentire strano. I complimenti mi mettono in embarazzo e dopo alcuni primi tentativi di ringraziare ogni persona che mi scriveva, ho deciso di non rispondere più. Già scrivere i blog porta via del tempo, dover rispondere anche agli email significherebbe non fare altro. E poi, questo fatto mi condiziona, non mi lascia sentire libero di scrivere come voglio. Sono diventato un po' più attento, almeno a non citare i nomi e non vorrei più parlare delle cose della famiglia.

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